Piazza Affari ha chiuso in calo (-2,32%) nel giorno in cui la Bce ha confermato i tassi di interesse.
Il Consiglio direttivo, infatti, ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento ed è determinato ad assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine.
La guerra in Medio Oriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Nello scenario di base l'inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,6% nel 2026, al 2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di dicembre, l'inflazione è stata rivista al rialzo, in particolare per il 2026, in ragione dell'incremento dei prezzi dell'energia causato dalla guerra in Medio Oriente.
Proprio sul fronte della guerra, da segnalare che l'attacco israeliano al giacimento di gas iraniano di South Pars è stato "un grave errore", ha avvertito un portavoce del Comando congiunto dello Stato maggiore iraniano, aggiungendo che "i prossimi attacchi alle vostre infrastrutture energetiche e a quelle dei vostri alleati non si fermeranno fino alla loro completa distruzione" se gli impianti energetici iraniani venissero nuovamente presi di mira. "La nostra risposta sarà molto più dura degli attacchi di ieri sera", ha aggiunto.
L'Iran ha attaccato un importante impianto energetico in Qatar e stamattina ha preso di mira anche gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e l'Arabia Saudita in rappresaglia per l'attacco israeliano a South Pars.
Tornando, invece, alle Banche Centrali da evidenziare che questa mattina la Bank of Japan ha mantenuto i tassi di interesse di riferimento invariati allo 0,75%, come previsto, ma ha osservato che i rischi inflazionistici sono ora orientati al rialzo a causa della guerra in Iran. Nella riunione di ieri, invece, anche la Fed ha lasciato invariati i tassi il secondo meeting di fila, confermando il corridoio al 3,50%-3,75%. Il comitato ha votato 11 a 1 a favore della pausa.
A Piazza Affari denaro su Eni (+3,75%) che ha presentato il piano 2026-2030. Eni prevede investimenti nell'arco del piano inferiori a 6 miliardi di euro per anno, minori di circa 2 miliardi rispetto al piano 2025-2028, grazie ad ulteriori azioni di efficienza e focalizzazione, oltre che al deconsolidamento di alcune attività. Includendo il contributo delle operazioni di portafoglio, gli investimenti netti nell'arco di Piano si riducono da 6 miliardi a circa 5 miliardi per anno.
Il cda di Eni, inoltre, ha deliberato di sottoporre all'assemblea degli azionisti del 6 maggio la proposta di autorizzazione all'acquisto di azioni proprie per un periodo fino alla fine di aprile 2027.
Bene anche Nexi (+1,91%) e Saipem (+0,86%) mentre ha chiuso in forte calo Inwit (-15,6%) dopo l'annuncio della nuova collaborazione tra Tim (-5,7%) e Fastweb+Vodafone nel 5G.
I due operatori tlc guidati rispettivamente da Pietro Labriola e Walter Renna hanno firmato un accordo non vincolante per la costruzione e gestione di nuove torri (infrastrutture passive) per la telefonia mobile in Italia. La prospettiva dei due operatori è di realizzare fino a 6 mila nuovi siti, accelerando così il roll-out nazionale del 5G. Tim e Fastweb+Vodafone puntano a "migliorare l'efficienza operativa e di allineare i costi alla media europea", oltre al mantenimento di "standard di qualità elevati delle infrastrutture e la flessibilità tecnologica necessaria per lo sviluppo di reti di nuova generazione".