Il dollaro scivola ai minimi degli ultimi cinque mesi nei confronti dell’euro sulle aspettative che la Federal Reserve possa presto tagliare i tassi di interesse, sebbene gli scambi esigui, tipici del periodo natalizio, limitino i movimenti. L'euro ora guadagna lo 0,23% a 1,1067 dollari, dopo aver rivisto nell’intraday i massimi dello scorso 23 luglio a 1,1071 dollari. La moneta unica è in rialzo di quasi il 3% su base annua e si avvia verso il terzo mese positivo di fila.
Il cambio più liquido del mondo si appresta a chiudere un anno caratterizzato da salite e discese legate alle aspettative sulle azioni di Fed e Banca Centrale Europea. «Negli ultimi mesi l’euro ha recuperato terreno grazie all’aumento delle attese su una Fed meno restrittiva del previsto con la possibilità di un prossimo taglio dei tassi di interesse», sottolineano gli analisti di IG Italia nel loro outlook per il 2024. Secondo lo strumento del Cme (FedWatch Tool) il mercato sconta al 70% di probabilità un primo taglio del costo del denaro di 25 punti base già a marzo.
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Più nello specifico, il cambio euro-dollaro è stato scambiato in un intervallo relativamente ristretto nel 2023 dopo essere risalito sopra la parità alla fine del 2022. Questa mancanza di direzione è stata causata da due forze principali che hanno spinto la coppia in direzioni opposte: l’economia dell’Ue relativamente più debole da un lato e il sentiment di mercato ottimista dall’altro. Un autunno positivo per la coppia è stato il risultato del calo delle aspettative per i tassi della Fed nel 2024. «È vero, la Fed ha margine di manovra per tagliare i tassi l’anno prossimo, ma tali tagli potrebbero essere ugualmente necessari nell’Eurozona», indicano gli esperti di XTB nel loro outlook 2024.
Si potrebbe sostenere che la situazione economica in Europa potrebbe mettere pressione sulla Bce prima. Anche adesso, guardando gli spread sui rendimenti obbligazionari, rimangono relativamente costanti (i mercati continuano a scontare tagli più rapidi su entrambe le sponde dell’Atlantico), quindi non supportano la coppia euro-dollaro. «Se gli Stati Uniti manterranno la loro resilienza o se l’Europa si trovasse in una recessione, tali spread potrebbero addirittura peggiorare per l’euro», avvertono a XTB. Dal punto di vista del sentiment del mercato, «le cose sembrano buone in questo momento, ma gli investitori devono ricordare che qualsiasi peggioramento del sentiment è solitamente negativo per l’euro».
La visione degli esperti di IG Italia è che la Fed, nel primo semestre del 2024, avrà un atteggiamento più colomba della Bce e quindi il cambio euro-dollaro potrebbe proseguire il movimento rialzista partito a ottobre. «Il superamento della resistenza in area 1,1020 crea i presupposti per un allungo in direzione di target a 1,11 e a 1,1275», affermano a IG Italia. Esaminando la coppia euro-dollaro da un punto di vista tecnico, dopo che il prezzo è riuscito a risalire sopra la parità, ha mantenuto una traiettoria al rialzo fino a luglio 2023.
Tuttavia, questo pullback dovrebbe essere interpretato come una correzione all’interno di una tendenza al ribasso più ampia, sostengono gli esperti di XTB. «Se i principi dell’analisi tecnica dovessero essere confermati, i cali visti tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 potrebbero ricominciare. A condizione che il prezzo continui a muoversi al di sotto del livello di resistenza a 1,1280, lo scenario più probabile è un ulteriore calo e una continuazione della tendenza al ribasso a lungo termine», prevedono a XTB. «Il trend al ribasso potrebbe potenzialmente accelerare se il valore scendesse al di sotto di 1,04, il che sarebbe visto come un segnale ribassista nel senso classico dell'analisi tecnica, indicando un breakout al di sotto della scollatura di un'ampia formazione testa e spalle». (riproduzione riservata)