A Bruxelles l’Italia ha guidato una nuova offensiva politica a sostegno delle industrie europee più esposte ai costi energetici e alla concorrenza internazionale. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha presieduto la quarta riunione dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica, che ha riunito 25 Paesi Ue, tra cui Germania, Francia, Spagna e Polonia.
«Chiediamo alla Commissione di agire immediatamente per proteggere l’industria del nostro Continente dalla competizione sleale dei players non europei», ha affermato Urso aprendo i lavori. «Non accetteremo misure tampone: servono riforme immediate, chiare, radicali, efficaci».
I lavori dell’Alleanza proseguiranno lunedì 8 dicembre al Consiglio Competitività, dove l’Italia - insieme a Francia, Spagna e Polonia - presenterà un focus dedicato alle industrie ad alta intensità energetica. Sarà la Polonia a guidare il prossimo incontro, previsto per febbraio, quando assumerà la presidenza dell’Alleanza.
Il ministro ha sottolineato come l’Europa si trovi in una fase decisiva: sul tavolo c’è il nuovo Pacchetto sulla Sicurezza Economica, che include l’iniziativa RESource-EU dedicata alle materie prime critiche. Per Urso, Bruxelles deve accelerare sul monitoraggio e sulla limitazione dei flussi di rottami metallici verso Paesi extra eE, considerati un asset cruciale per le filiere industriali europee.
Nelle prossime settimane la Commissione presenterà, inoltre, due dossier chiave: l’Industrial Accelerator Act e la revisione del Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism). L’Italia, ha detto Urso, si aspetta dall’Industrial Accelerator Act «un quadro organico per promuovere tecnologie pulite, dall’acciaio al cemento verde», oltre alla semplificazione dei permessi e all’introduzione della «preferenza europea», per rafforzare la produzione Made in Europe.
Sulla revisione del Cbam, Roma chiede «risposte concrete» per ampliare la protezione ai prodotti trasformati e bloccare i fenomeni di aggiramento che stanno penalizzando le aziende europee.
La delegazione italiana ha ribadito la necessità di sostenere le filiere più esposte, a partire dalla chimica. Urso ha richiamato la recente creazione dell’Alleanza europea per la chimica, considerata uno strumento decisivo per difendere la capacità produttiva del settore, dalla chimica di base alla biochimica.
Sulla siderurgia, l’Italia ha espresso apprezzamento per la proposta di aggiornare le salvaguardie esistenti e ha chiesto un via libera rapido, compreso il pacchetto sulle ferroleghe. «Devono entrare subito in vigore», ha sottolineato il titolare di Via Veneto.
Al centro del confronto anche i comparti colpiti dalla concorrenza asiatica, aggravata dagli effetti indiretti dei dazi americani sui prodotti cinesi e indiani. Urso ha parlato esplicitamente di «invasione di prodotti asiatici», rilanciando la battaglia europea contro il fast fashion. Il ministro ha chiesto che le nuove misure annunciate (tra cui i dazi per gli articoli di valore inferiore a 150 euro) vengano applicate subito: «Non possiamo aspettare il 2028». (riproduzione riservata)