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Delfin, riassetto in casa Del Vecchio: ok del giudice lussemburghese a girare il 12,5% di Paola e Luca a loro società

Il trasferimento delle quote della finanziaria di famiglia a veicoli personali apre la strada al loro uso per altri investimenti. La terzogenita risistema anche la cassaforte Parsus creando la subholding Nemera. Ecco i passaggi

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Al centro Claudio e Paola Del Vecchio
Al centro Claudio e Paola Del Vecchio

Grandi manovre in Lussemburgo attorno a Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio da oltre 40 miliardi di valore. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il 17 agosto è arrivato l’ok del giudice lussemburghese al doppio trasferimento del 12,5% di Delfin detenute personalmente da Paola e Luca Del Vecchio in un veicolo societario di loro proprietà.

È l’epilogo di una lunga procedura partita a novembre dello scorso anno nel litigioso azionariato di casa Del Vecchio.

La procedura di prelazione e le quote societarie

Paola, la 65enne terzogenita del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio e Luca, il quinto figlio (25 anni), avevano chiesto il trasferimento a una società ad hoc del proprio pacchetto miliardario di Delfin, che oltre al 32,4% di EssilorLuxottica, custodisce anche il 17,5% di Mps, oltre il 10% di Generali 10%, il 2,7% di Unicredit e il 28% di Covivio 28%.

Il via libera del giudice era necessario perché lo statuto di Delfin prevede che i soci siano solo persone fisiche eredi del fondatore e fissa 90 giorni perché un socio possa esercitare la prelazione e così acquisire personalmente le quote oggetto di passaggio. I 90 giorni erano stati estesi di altri sei mesi su richiesta della secondogenita Marisa, ma a esercitare effettivamente la prelazione è stato, a marzo 2026, il fratello Leonardo Maria.

Il veto del consiglio e il nodo del finanziamento bancario

La prelazione consentiva al quartogenito di acquistare le quote. E così aveva progettato di fare Lmdv sulla base di un accordo con Paola e l’altro fratello Luca, il quintogenito, per 5 miliardi di euro a testa per il loro 12,5%. Ma l’operazione è saltata per il «no» del consiglio di Delfin a concedere a Lmdv una lettera di patronage richiesta dalle banche per poter accendere il maxi-prestito da 11 miliardi necessario per rilevare i due pacchetti. Da qui anche la rottura fra Leonardo Maria e il presidente di Delfin Francesco Milleri rivelata la scorsa settimana da questo giornale.

Quel trasferimento delle quote Delfin dalla persona fisica a un veicolo societario è fondamentale dal punto di vista finanziario, perché consente agli eredi di aggirare il veto statutario di dare in pegno le azioni Delfin. Dare in pegno invece una società che ha in pancia i pacchetti miliardari di Delfin consentirebbe così di aggirare quel divieto e accedere più agevolmente al credito bancario rendendo liquide azioni di fatto illiquide.

La riorganizzazione di Paola Del Vecchio con la sarl Nemora

Il riassetto non finisce qui. Paola Del Vecchio ha avviato contestualmente un altro cantiere societario, sempre in Lussemburgo, che potrebbe essere connesso con il passaggio del 12,5% di Delfin. A fine luglio ha creato una nuova società nel Granducato, la sarl Nemora in cui è confluito tutto l’attivo e il passivo della sua holding Parsus, cassaforte amministrata dal figlio Andrea Cargnello (avvistato negli ultimi due anni all’assemblea di Essilux a Parigi in rappresentanza della madre).

Parsus non è stata liquidata, ma è diventata la controllante al 100% di Nemora, che ora si ritrova in pancia circa 15,8 milioni di terreni e fabbricati, 24,9 milioni in investimenti finanziari, 9,4 milioni di crediti verso società affiliate e altri attivi, mentre tra i passivi ci sono circa 9,1 milioni di debito bancario e 31,9 milioni di altri debiti. Il portafoglio di Nemora poi contiene il patrimonio immobiliare di Paola Del Vecchio detenuto nella controllata (al 99%) Sci Laguna che opera prevalentemente in Francia.

Oltre che per ragioni fiscali, è probabile che la riorganizzazione sia propedeutica al trasferimento del 12,5% di Delfin. Come raccontato da questo giornale, dallo scorso anno opera in Lussemburgo anche Lufin, la cassaforte di Luca Del Vecchio una volta basata a Londra, che a sua volta potrebbe esser destinataria del pacchetto della cassaforte.

I futuri passaggi di quote degli altri eredi

Trasferimenti analoghi riguarderanno in futuro Leonardo Maria Del Vecchio e Clemente, l’ultimo nato in casa Del Vecchio. I passaggi, che faranno sì che quasi tutti gli azionisti Delfin (eccetto Marisa e Nicoletta Zampillo che però è orientata a farlo) cambieranno il loro status restando nel libro soci tramite veicoli proprietari, sono attesi per il mese ottobre, oppure al più tardi a marzo prossimo.

Il 30 settembre (tre mesi dopo l’assemblea del 30 giugno di Delfin in cui sono arrivate le transfer notice) scadranno infatti i primi tre mesi per l’esercizio della prelazione sulle quote di Lmdv e Clemente, ma alcuni soci hanno già chiesto la proroga di sei mesi al giudice. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 31/08/2026 23:30
Ultimo aggiornamento: 31/08/2026 23:59
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