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Stellantis, mancano i motori: Mirafiori si ferma per tre giorni. Fiom: colpa delle basse vendite
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Stellantis, mancano i motori: Mirafiori si ferma per tre giorni. Fiom: colpa delle basse vendite

01 settembre 2026, 12:15 Ultimo aggiornamento: 15:13

La produzione della Fiat 500 ibrida sarà sospesa dal 2 al 4 settembre. L’azienda indica un collo di bottiglia alla Teksid di Carmagnola, ma il sindacato contesta la versione e chiede un nuovo modello

Nuovo stop produttivo alle Carrozzerie di Mirafiori. Stellantis ha comunicato ai delegati dello stabilimento torinese che le linee resteranno ferme mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 settembre a causa della mancanza di componenti destinati ai motori della Fiat 500 ibrida.

Secondo quanto spiegato dall’azienda ai rappresentanti dei lavoratori, il fermo non sarebbe legato a una debolezza degli ordini. Al contrario, «c’è una richiesta di vetture ibride maggiore rispetto alla produzione». Il problema si troverebbe quindi a monte della catena industriale, nella capacità di fornitura della Teksid di Carmagnola.

Il collo di bottiglia alla Teksid di Carmagnola

Lo stabilimento piemontese, controllato da Stellantis e specializzato nella produzione di componenti per motori, sarebbe dimensionato su livelli insufficienti per soddisfare la domanda della 500 ibrida. Il gruppo guidato da Antonio Filosa sta lavorando per adeguare la capacità produttiva dei motori al flusso degli ordini, ma nel frattempo Mirafiori è costretta a una nuova interruzione.

La carenza dei componenti provenienti da Carmagnola aveva già provocato diverse sospensioni nei mesi precedenti. Il nuovo fermo evidenzia così un paradosso industriale: il modello chiamato a rilanciare i volumi dello storico impianto torinese starebbe incontrando, secondo Stellantis, un limite non sul mercato ma nella catena di approvvigionamento interna.

La carenza di motori non prova il successo della 500

La spiegazione di Stellantis lascia però aperto un punto decisivo. La domanda di motorizzazioni ibride superiore alla capacità produttiva potrebbe riguardare soprattutto altri modelli assemblati negli stabilimenti del gruppo, non necessariamente la 500 di Mirafiori. In presenza di componenti insufficienti, Stellantis potrebbe quindi essere costretta a distribuirli privilegiando le vetture e gli impianti con il portafoglio ordini più consistente, fermando invece la linea torinese, dove la domanda risulterebbe più debole.

I problemi di Carmagnola sarebbero comunque reali. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, lo stabilimento Teksid starebbe affrontando anche rilevanti criticità qualitative, con una quota di componenti scartati che in alcune lavorazioni arriverebbe intorno al 50%. La carenza di motori può dunque rappresentare la causa immediata dello stop, senza però dimostrare che gli ordini della 500 ibrida siano superiori alle attese. Il nodo di fondo per Mirafiori resterebbe la capacità del modello di generare volumi sufficienti a garantire continuità alla fabbrica.

La Fiom contesta la versione di Stellantis

È proprio su questa distinzione che si concentra la contestazione della Fiom. Il sindacato non nega necessariamente l’esistenza di difficoltà produttive a Carmagnola, ma respinge l’idea che il fermo di Mirafiori sia la conseguenza di una domanda particolarmente sostenuta per la 500 ibrida. Dopo quattro settimane di «ferie forzate», sottolineano i metalmeccanici della Cgil, la produzione a pieno regime è durata soltanto una settimana. In quella iniziata il 31 agosto gli addetti lavoreranno invece appena due giorni, prima dello stop dal 2 al 4 settembre.

«Lo avevamo detto prima delle ferie: i problemi produttivi non sarebbero stati risolti al ritorno in fabbrica», hanno dichiarato il segretario della Fiom di Torino, Edi Lazzi, e il responsabile Fiom di Mirafiori, Gianni Mannori. Per i due sindacalisti, la nuova sospensione «non è un buon biglietto da visita» per Arnaud Belloni, appena nominato ceo di Fiat, Abarth e Lancia.

La Fiom mette direttamente in discussione la spiegazione fornita dal gruppo: «È fin troppo evidente che la causa dei fermi produttivi non è l’approvvigionamento dei motori, ma le basse vendite sul mercato, che sono state sovrastimate fin dall’inizio». Una tesi che Stellantis respinge indicando, al contrario, una domanda superiore alla capacità attuale della Teksid.

Il sindacato chiede un altro modello per Mirafiori

La Fiat 500 ibrida, entrata in produzione alla fine del 2025, rappresenta il perno del piano di rilancio di Mirafiori dopo il forte ridimensionamento dei volumi della versione elettrica. Stellantis aveva indicato un obiettivo di oltre 100 mila unità all’anno a regime, ma le ripetute interruzioni rendono più complesso accelerare verso quella soglia.

La Fiom torna quindi a chiedere al ceo Antonio Filosa e alla proprietà rappresentata dalla famiglia Elkann «un nuovo modello da produrre nell’immediato» e un investimento per installare una nuova linea nel prossimo futuro. Il sindacato sollecita anche l’intervento delle istituzioni locali per evitare il «tracollo dell’intero comparto automotive piemontese» e favorire l’arrivo di nuove produzioni e nuovi costruttori.

Il nodo resta ora stabilire se, una volta potenziata la capacità di Carmagnola, Mirafiori potrà garantire continuità alla produzione della 500 ibrida. Il nuovo stop, subito dopo la lunga pausa estiva, riapre intanto lo scontro tra Stellantis e sindacati sulle reali prospettive industriali dello stabilimento torinese. (riproduzione riservata)



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