L’Italia nel corso del 2025 crescerà meno dell’Eurozona, mentre il suo rapporto debito/pil sarà secondo solo a quello della Grecia. Lo si evince dal focus dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb) che come ogni anno confronta i documenti programmatici di bilancio dei Paesi dell’Eurozona, costruendo di fatto una classifica europea delle aspettative dei singoli Paesi sulle proprie principali variabili nazionali macroeconomiche e di finanza pubblica. L’edizione 2025 è un po’ particolare, nota l’Upb. Soprattutto perché in Germania, Francia e Irlanda, recenti sviluppi politici hanno condotto a crisi dei governi in carica, quindi le proiezioni macroeconomiche dei rispettivi Dpb potrebbero subire variazioni.
Intanto lasciando parlare i dati esistenti e partendo dal valore del pil reale, Malta è il Paese dell’Eurozona più ottimista sul suo futuro per il 2025: prevede una crescita del 4,3% del proprio pil quest’anno. Seguono a stretto giro Irlanda, che pensa di impennare del 3,9%, e la Croazia che punta al 3,2% rispetto al 2024.
L’Italia stima per sè stessa un aumento del pil dell’1,2% nel 2025, leggermente peggio del +1,5% stimato per l’Eurozona. La penisola resta più ottimista dei cugini francesi, tedeschi e austriaci che prevedono di crescere rispettivamente dell’1,1% e dell’1% nel caso della Germania e dell’Austria.
Per quanto riguarda invece il debito pubblico in relazione al pil, la Grecia domina la classifica attendendo di toccare quota 149,1%. L’Italia dovrebbe fare leggermente meglio, fermandosi al 136,9%. Terza nella classifica stilata dall’Upb risulta la Francia, pur se con distacco, con il suo 114,7%.
Per avere un’idea della rilevanza di questi numeri, basti pensare che la media dell’Eurozona per il 2025 dovrebbe attestarsi all’89,8% e il podio in materia spettare a Estonia, Lussemburgo e Irlanda con i loro rispettivi 25%, 27,5% e 37,9%.
Da ultimo, non per importanza, nelle simulazioni interattive dell’Upb c’è la voce: saldo nominale sul pil. Su questo punto primeggiano le previsioni nazionali di Cipro (2,7%), Irlanda (1,7%) e Portogallo (0,3%). Negativa (-2,8%) la media euro attesa per il 2025, ma l’Italia fa ancora peggio, prevedendo per sè un -3,3% nell’anno appena iniziato. In fondo alla classifica la Francia, per la quale la stima è -5%. (riproduzione riservata)