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Scott Bessent
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Perché il Treasury Usa a 10 anni può arrivare al 5,5%: che cosa significa per azioni e bond

15 settembre 2026, 08:40 Ultimo aggiornamento: 08:41

Per la prima volta dal 2023, il T bond Usa a 10 anni tocca lo 5,02% a ridosso del meeting della Fed di mercoledì 16 settembre e nel mezzo della corsa del petrolio. Occasione di acquisto?

Il rendimento del Treasury Usa a 10 anni ha superato martedì il 5,02% per la prima volta dal 2023, sotto pressione per i timori di inflazione e di un parallelo aumento dei costi di finanziamento del governo e delle imprese.

«La soglia del 5% sui tassi a 10 anni è chiaramente un livello psicologico importante per gli investitori, un punto al quale alcuni potrebbero aver fissato un livello per acquistare sulla debolezza», ha spiegato Molly Brooks, strategist sui tassi Usa di Td Securities.

Il rialzo del Treasury, parametro di riferimento per i mutui negli Stati Uniti e per le obbligazioni a livello globale, è arrivato dopo che l’impennata dei prezzi del greggio ha alimentato i timori sulle pressioni inflazionistiche, in vista della decisione della Federal Reserve di mercoledì. Il rendimento del Treasury a 10 anni aveva superato per l’ultima volta la soglia del 5% nell’ottobre 2023, ma solo per una giornata.

I bond globali scendono con il petrolio vicino a 110 dollari

L’aumento del rendimento del Treasury Usa a 10 anni minaccia di rallentare la crescita economica e di pesare sulle azioni, che vengono scambiate a valutazioni elevate. Perché quando il rendimento dei bond inizia afar concorrenza ai dividendi, i mercati azionari iniziano e risentirne. Questo ha spinto il segretario al Tesoro Scott Bessent, che considera i costi di finanziamento a lungo termine un indicatore fondamentale del successo dell’amministrazione, ad aumentare i riacquisti di Treasury, incoraggiare il Giappone a ridurre le vendite di titoli Usa e aprire alla possibilità di tagliare le emissioni di debito a lunga scadenza.

Scarso effetto delle misure prese da Tesoro Usa

Finora nessuna di queste misure ha avuto un grande effetto. Anzi, le vendite di obbligazioni hanno recentemente accelerato, con i rendimenti dei Treasury a 10 anni diretti verso il settimo mese consecutivo di rialzi, la più lunga serie di aumenti mensili dal 2011.

A meno di due mesi dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury a 10 anni è ora circa un punto percentuale sopra il livello precedente allo scoppio della guerra tra Iran. Il conflitto ha provocato un'impennata dei prezzi del petrolio, alimentando i timori sull’inflazione.

Questi timori sono stati rafforzati dai dati sui prezzi al consumo di agosto, risultati superiori alle attese, spingendo gli operatori ad aumentare le scommesse sui rialzi dei tassi della Fed a partire già dal 16 settembre.

Il selloff dei Treasury riflette però anche forze strutturali più profonde che hanno spinto al rialzo i rendimenti a lunga scadenza nei principali mercati sviluppati, mentre l'indicatore dei costi di finanziamento dei governi a livello globale è salito ai livelli più elevati dal 2007. Gli investitori chiedono una maggiore remunerazione per detenere debito a lungo termine, mentre governi e imprese fanno a gara per collocare carta in un contesto di deficit fiscali in aumento e di un’ondata di emissioni destinata a finanziare le infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Treasury al 5,5%?

«Ci sono molti fattori di fondo che stanno determinando una fase di vendite prolungata sul mercato dei tassi», ha commentato Zach Griffiths, responsabile della strategia investment grade e macro della società di ricerca CreditSights. Secondo Griffiths, i rendimenti dei Treasury a 10 anni potrebbero salire verso il 5,5%.

Il mercato dei Treasury è cresciuto di oltre 7 volte fino a toccare 32.000 miliardi di dollari, dai circa 4.500 miliardi del 2007, portando il debito federale a superare il 100% del prodotto interno lordo statunitense. Fitch Ratings ha avvertito ad agosto che il Paese è «vulnerabile a futuri shock economici» con l’aumento dei livelli di debito.

«Pressioni persistenti»

L’ultima volta che il rendimento del Treasury a 10 anni aveva superato il 5%, nell’ottobre 2023, aveva chiuso la giornata al di sotto della soglia. Allora gli acquirenti erano intervenuti rapidamente, mentre il mercato del lavoro Usa si raffreddava e l’inflazione rallentava.

Questa volta, la resilienza del mercato del lavoro ha mantenuto gli investitori concentrati sull’inflazione e sulla possibilità che i costi di finanziamento rimangano elevati più a lungo. I Treasury sono ora avviati verso la prima perdita annuale dal 2022.

«È molto difficile per il mercato essere rialzista sulla duration, considerate le pressioni persistenti provenienti dal comparto energetico e il fatto che i rendimenti stanno salendo gradualmente da mesi», ha spiegato Izaac Brook, strategist sui tassi di Rbc Capital Markets. «Credo che il livello del 5% attirerà gli acquirenti: si può vedere un certo rimbalzo in questo momento. Ma il mercato dei tassi resta comunque in balia di ciò che accade in Medio Oriente».

Bessent ha però manifestato la sua preoccupazione per il continuo aumento dei costi di finanziamento a lungo termine. L’ex gestore di hedge fund ha adottato diverse misure non convenzionali e talvolta controverse per cercare di ridurre i rendimenti, tra cui l’apertura alla possibilità di ridurre le emissioni di debito a lunga scadenza.

Ad agosto Bessent ha sorpreso i mercati annunciando l’intenzione di ampliare i riacquisti di debito a più lunga scadenza, rispetto al limite di 2 miliardi di dollari inizialmente previsto. La successiva presentazione di un piano per acquistare fino a 6 miliardi di dollari a settembre è stata tuttavia giudicata ancora insufficiente per avere un impatto duraturo. Bessent ha descritto il proprio obiettivo come quello di rallentare i movimenti, anziché modificare l’«equilibrio» dei prezzi delle obbligazioni.

Riflettori puntati su mercoledì

L’impennata dei rendimenti aumenta l’importanza della decisione di politica monetaria della Fed di mercoledì. Gli swap sui tassi di interesse indicano che gli operatori stimano una probabilità superiore al 90% che il presidente della Fed Kevin Warsh e i colleghi aumentino i costi di finanziamento questa settimana, quello che sarebbe il primo rialzo della banca centrale dal 2023.

«Se non alzano i tassi, sarà il caos», ha dichiarato Ed Al-Hussainy, portfolio manager di Columbia Threadneedle. In questo scenario, i rendimenti delle obbligazioni a lunga scadenza aumenterebbero bruscamente con l’intensificarsi dei rischi inflazionistici, ha aggiunto.

Dal canto suo, ha detto di essere interessato ad acquistare agli attuali livelli. <Stiamo cercando opportunità per aumentare le nostre posizioni, ma non sarà oggi», ha dichiarato. «Ci vuole un po’ di tempo e di fiducia». (riproduzione riservata)



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