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Unicredit, utile record nel secondo trimestre del 2024: 2,7 miliardi. Meno rischi in Russia e due nuove acquisizioni nel mondo fintech
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Unicredit, utile record nel secondo trimestre del 2024: 2,7 miliardi. Meno rischi in Russia e due nuove acquisizioni nel mondo fintech

24 luglio 2024, 07:13 Ultimo aggiornamento: 18:01

Quattordicesimo trimestre consecutivo in crescita: utile +15,9%, sopra le attese del consenso, come le commissioni (2,1 mld). Cet1 al 16,2% e costo del rischio invariato. Cala l’esposizione alla Russia. Rivista al rialzo la guidance 2024 su ricavi e generazione organica di capitale. Confermati 1,4 mld di dividendi e 1,7 mld di buyback. Ma il titolo cade in borsa, ecco perché secondo gli analisti | Banche italiane, previsti 6,5 miliardi di utili nel secondo trimestre. Chi alzerà la guidance 2024 e il dividendo | Unicredit acquisisce la polacca Vodeno e la belga Aion Bank per 370 milioni di euro. I 6 vantaggi chiave

Unicredit archivia il secondo trimestre del 2024 con un utile netto record e commissioni oltre le attese che bilanciano la minor crescita del margine di interesse a causa del calo dei tassi. Numeri che hanno spinto l’istituto guidato dal ceo Andrea Orcel ad alzare la guidance 2024 sui ricavi e la generazione organica di capitale. Il secondo messaggio lanciato ai mercati è stato l’ulteriore stretta sul rischio Russia con 200 milioni di euro di nuovi accantonamenti.

Il blitz nel m&a

Sul fronte m&a è stata doppia la sorpresa con l’acquisizione per 370 milioni dell'intero capitale sociale della polacca Vodeno e della belga Aion Bank (l'ex Mps Belgio ceduta a Warburg nel 2019). Non la grande operazione transfrontaliera attesa, ma un buon passo avanti per il percorso digitale del gruppo che torna in Polonia dopo otto anni dalla cessione di Pekao.

La reazione del mercato

Gli annunci hanno sostenuto il titolo (+0,21% a 39,10 euro) in una giornata pesante per il mercato nel suo complesso (Ftse Mib -0,48%) e per le banche in particolare (-0,06% l’indice Ftse Italia banche). Nell’intraday l’azione è scivolata fino a un minimo a 37,86 euro perché, come ha spiegato Citi, gli analisti si aspettavano un aumento della previsione di utile per l’intero esercizio 2024, invece Unicredit ha mantenuto la stima a oltre 8,5 miliardi a fronte di un consenso a 8,9 miliardi per quest’anno e a 8,5 miliardi nel 2025/2026, riaffermando la convinzione in un Rote elevato e sostenibile superiore al 15% e in una forte crescita dell’utile per azione e del dividendo.

Il conto economico di Unicredit

La banca ha comunque alzato la guidance sui ricavi netti per il 2024 a oltre 23 miliardi (22,5 miliardi in precedenza) e quella sulla generazione organica di capitale a oltre 350 punti base.

Generazione di capitale che nel primo semestre è stata pari a 234 punti base o 6,7 miliardi con un Cet1 ratio al 16,2% (-43 punti base anno su anno). In contrazione (-6,1%) gli asset ponderati per il rischio a 276,9 miliardi e le rettifiche su crediti a 15 milioni (-25,2%) con un costo del rischio di 1 punti base, invariato anno su anno. Mentre i ricavi totali nel secondo trimestre hanno raggiunto quota 6,3 miliardi (+6,1% anno su anno). Il dato è pressoché il linea con la stima del consenso raccolto dalla stessa banca.

Lo split dei ricavi

Più in dettaglio, il margine di interesse si è attestato a 3,6 miliardi (3,51 miliardi la stima del consenso), in crescita dell’1,9%. Meglio del previsto (2,014 miliardi) le commissioni a 2,1 miliardi (+10%), queste «hanno ben complementato un margine di interesse resiliente che eccede ampiamente il nostro costo del capitale, ottenendo una crescita redditizia di elevata qualità», ha sottolineato l’ad Orcel.

L’obiettivo strategico appare insomma quello di compensare il declino naturale del margine di interesse con un forte aumento dei ricavi da servizi, stabilizzando così il margine di intermediazione nonostante il graduale cambio dello scenario monetario.

A fronte, poi, di costi operativi pari a 2,3 miliardi (in linea con la stima del consenso a 2,33 miliardi), -1,7% anno su anno (il rapporto costi/ricavi è migliorato ulteriormente di 2,9 punti percentuali al 36,3%), l’utile netto è salito del 15,9% a 2,7 miliardi, superando le attese del consenso a 2,356 miliardi. Inoltre, il Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile) è migliorato di 2,6 punti percentuali al 19,8%.

Alla luce di questa profittabilità a valere sull'esercizio 2024 è prevista la distribuzione agli azionisti di circa 10 miliardi. L’acconto sul dividendo, che verrà definito dal cda il 23 ottobre, prevede uno stacco di 1,4 miliardi, mentre l’anticipo sul riacquisto di azioni proprie è stato già autorizzato fino a un massimo di 1,7 miliardi da parte dell'assemblea ed è soggetto all’approvazione delle autorità di vigilanza.

Un altro aspetto sotto il faro del regolatore è la presenza della banca in Russia, argomento toccato più volte da Orcel durante la presentazione dei conti. «Unicredit continua a voler ottenere un riduzione solvente dell'attività in Russia a un ritmo accelerato, che porterà la presenza nel paese verso lo zero. Nel prossimo anno, anno e mezzo, due anni, accelereranno questo ritmo», ha continuato il banchiere. «È già nei nostri piani e ci arriveremo. Andiamo in quella direzione».

Tuttavia nelle scorse settimane Piazza Gae Aulenti ha scelto di appellarsi al Tribunale dell’Unione Europea proprio per fare chiarezza sulle richieste della Bce relative all’exit. «Vogliamo raggiungere questo obiettivo attraverso una liquidazione ordinata e accelerata delle nostre attività in quel paese. Qualunque sarà l'esito del procedimento, sarà vantaggioso per Unicredit, poiché darà certezza giuridica alla banca sulle conseguenze delle sue azioni», ha affermato Orcel. Intanto dal primo trimestre del 2022 al secondo del 2024, l'esposizione cross-border è diminuita del 93% a 0,3 miliardi, i prestiti locali sono calati del 68% a 2,3 miliardi e i depositi locali del 69% a 2,6 miliardi.

La doppia acquisizione

Numeri e outlook apprezzati dagli analisti come le due acquisizioni annunciate insieme ai conti. Un investimento che «ci consente di sfruttare la tecnologia e il talento di Vodeno per potenziare la loro tecnologia proprietaria, per sviluppare, testare e innovare a beneficio del nostro intero gruppo», ha spiegato il ceo.

«La combinazione di Aion Bank con questa tecnologia integrata ci dà la possibilità di entrare in specifici segmenti di clientela e in interi mercati in tutta Europa, offrendo ulteriori opportunità per impiegare in modo efficiente il nostro capitale in eccesso». L’impatto sul Cet1 del gruppo al closing nel quarto trimestre, sarà «minimo», circa 15 punti base. Per Barclays la transazione «supporterà l'ingresso delle banca in nuovi mercati europei, tramite una piattaforma flessibile, e migliorerà le sue capacità interne e le offerte digitali» (riproduzione riservata)


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