Unicredit, su Commerzbank Andrea Orcel tende la mano al nuovo governo tedesco. Ma Francoforte ribatte: operazione ostile
La scalata di Unicredit a Commerzbank rimane in bilico. Mercoledì 22 gennaio il ceo della banca italiana tende la mano al futuro governo tedesco sul possibile deal, ma il target risponde definendo ostile il progetto.
In un’intervista rilasciata alla Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) Orcel ha agitato il ramoscello d’ulivo. «Senza il sostegno di un'istituzione importante come il governo tedesco, sarà difficile», ha dichiarato il banchiere romano che si aspetta di essere in grado di presentare la sua «visione delle cose. Spero che sapremo qualcosa per l'estate. Nel complesso dovremmo avere delle risposte al più tardi entro la fine dell'anno».
L’esecutivo uscente guidato dal cancelliere Olaf Scholz ha bocciato in diverse occasioni i piani di Unicredit, esprimendosi a favore del mantenimento dell'indipendenza di Commerzbank. Dopo la caduta della coalizione a semaforo però i cittadini tedeschi eleggeranno un nuovo Bundestag il prossimo 23 febbraio. In base all'esito delle elezioni e alle coalizioni che si creeranno, la formazione di un governo potrebbe richiedere del tempo e così pure una presa di posizione sulla vicenda Commerzbank.
Orcel ha comunque posto dei paletti sull’operazione. Parlando a margine del World Economic Forum di Davos, il banchiere ha precisato: «le fusioni e acquisizioni aggiungono valore se vengono effettuate alle giuste condizioni, al momento giusto e nel modo giusto. Altrimenti meglio stare alla larga».
A remare contro l'operazione oggi non c’è solo la politica. Anche il vertice di Commerzbank ha più volte ribadito la sua ostilità. Le ultime dichiarazioni sono arrivate proprio mercoledì 22: «La strategia di Unicredit di acquistare ed aumentare una partecipazione valutando un'opa è ostile», ha affermato una portavoce di Commerzbank. E ancora: «Abbiamo sempre manifestato la nostra disponibilità a discutere e a valutare una proposta di Unicredit nell'interesse di tutte le parti interessate, ma non l'abbiamo ancora ricevuta». (riproduzione riservata)