Citi promuove Unicredit. L'investment bank ha portato il giudizio sulla banca guidata dal ceo Andrea Orcel da neutral a buy e ha alzato il target price da 10,7 a 14,1 euro. "Aggiorniamo il nostro rating su Unicredit poiché prevediamo che il nuovo management sarà concentrato sull'esecuzione di successo della nuova strategia che sarà presentata al mercato dopo l'estate, per il potenziale di maggiori rendimenti di capitale nel tempo, per una valutazione interessante e per un minor rischio potenziale nell'm&a", afferma Citi.
Quanto al primo punto, il nuovo piano previsto dopo l'estate, osserva Citi "è a nostro avviso un catalizzatore chiave, poiché definirà la strategia e le opzioni di crescita dell'azienda. Prevediamo che il business plan aumenterà il rote (return on tangible equity, ndr) a circa il 6,5% nel 2024 e i rendimenti di capitale relativi a dividendi e buy-back, che potrebbero superare il 9%, con un miglioramento della redditività derivante da minori accantonamenti e costi, nonché da commissioni migliori. La nuova strategia dovrebbe concentrarsi sul digitale, sull'efficienza e sulla semplificazione del gruppo". E la banca ha già avviato la ristrutturazione dei vertici.
Sul fronte delle fusioni e acquisizioni, la banca d'affari nota che il mercato percepisce Unicredit come il principale potenziale candidato per un accordo con Mps, e questo è stato un elemento sul quale gli investitori si sono focalizzati. L'investment bank a tal proposito cita un articolo di MF-Milano Finanza che ha recentemente indicato una possibile vendita di Mps a un unico acquirente che potrebbe poi vendere alcuni asset con tempistiche brevi, ad esempio in luglio, in occasione della prevista pubblicazione degli stress test dell'Eba. Per rispettare le scadenze concordate con l'Ue il governo italiano deve uscire dal capitale di Mps entro la fine dell'anno.
"Se si considerasse l'opzione di uno spezzatino di Mps, per esempio con più di una banca coinvolta nell'acquisto di singole attività della banca senese o con cessioni di asset dopo l'acquisizione, ciò potrebbe comportare un impatto patrimoniale inferiore per le parti coinvolte. Riteniamo che un potenziale accordo di m&a si concretizzerà nei prossimi mesi e potrebbe includere diverse condizioni di favore per rendere il deal più attraente per un acquirente", sostiene Citi. (riproduzione riservata)