-Il Ftse Mib chiude la seduta in rosso, segnando un calo dell'1,68% a 51628 punti.
A piazza Affari, focus sui bancari. In una nota pubblicata questa mattina in risposta a una richiesta dell'autorità di vigilanza, B.Mps (-2,91%) afferma che le offerte su Banco Bpm (-0,92%) e Banca Generali (-1,66%) non sono subordinate al mancato perfezionamento dell'offerta di Intesa Sanpaolo (-1,77%) su B.Mps, considerata la loro natura "irrevocabile". Il perfezionamento dell'offerta di Intesa e il conseguente eventuale cambio di controllo di Mps non determinerebbero, di per sé, "il venir meno, l'inefficacia o il diritto di revoca" delle offerte lanciate dal Monte. Il gruppo risultante dall'aggregazione tra B.Mps e Banco Bpm avrebbe attività totali pro forma per 448 miliardi di euro al 31 dicembre 2025. B.Mps stima poi sinergie ante imposte a regime per circa 1,4 miliardi di euro l'anno dall'operazione con Banco Bpm.
Rimanendo sul risiko bancario, né B.Mps né Generali (+0,29%) sarebbero costrette a cedere le rispettive partecipazioni incrociate qualora il Leone si ritrovasse con una quota di circa il 6% in B.Mps in seguito all'offerta lanciata dalla banca per Banca Generali. Lo ha dichiarato a La Repubblica l'amministratore delegato di B.Mps, Luigi Lovaglio. Secondo Lovaglio, l'obbligo di ridurre la partecipazione al di sotto del 3% non si applicherebbe nel caso in cui Generali ricevesse azioni nell'ambito di un'offerta di scambio, anziché acquistarle sul mercato. Lovaglio ha inoltre escluso qualsiasi smembramento di Banco Bpm qualora l'Ops andasse a buon fine, sottolineando che l'operazione potrebbe aprire nuove opportunità di partnership per Crédit Agricole, principale azionista del Banco.
Quanto a Unicredit (-0,82%), oggi l'amministratore delegato Andrea Orcel incontrerà a Berlino il ministro delle Finanze Lars Klingbeil, che ricopre anche il ruolo di vicecancelliere nel governo Merz. La visita arriva in un momento delicato per l'esecutivo tedesco, alle prese con l'ascesa nei sondaggi di Alternative fur Deutschland (AfD).
Su B.Mediolanum (-1,02%), Fitch Ratings ha confermato il rating di lungo termine a BBB+, mantenendo un outlook stabile.
Da segnalare Poste I. (-0,46%) che ha raggiunto il 66,63% del capitale di Tim (-0,29%) alla chiusura dell'opas promossa dal gruppo controllato dallo Stato. L'offerta riaprirà dal 21 al 25 settembre.
Campari strappa un +5,49% in scia alle promozioni di Morgan Stanley e Ubs.
Soffrono Stm (-6,5%) e Prysmian (-7,07%), penalizzate dai timori legati alle prospettive del settore tecnologico e, in particolare, dalle preoccupazioni espresse da alcuni big dell'intelligenza artificiale sui rischi connessi a uno sviluppo eccessivamente rapido della tecnologia.