Alla lettera di Bruxelles «risponderemo semplicemente citando la sentenza del Tar che ci soddisfa e che riconosce un principio: che la sicurezza economica è parte della sicurezza nazionale. È legittimo che le banche puntino a fare profitto ma, secondo noi, non ci sono (da considerare, ndr) solo gli aspetti della concorrenza, che per carità sono sacrosanti».
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha dato così qualche informazione sulla risposta che l’esecutivo sta preparando e che invierà a Bruxelles, dopo la lunga missiva con cui la Dg Comp ha criticato le prescrizioni imposte da Palazzo Chigi all’ops di Unicredit su Banco Bpm.
Intervistato durante l’evento organizzato per i 165 anni del Corriere Adriatico il ministro ha poi risposto a una domanda sui dazi al 30% imposti dall’amministrazione Trump. Il titolare del Mef ha invitato l’Europa a «trattare senza mollare un centimetro» per «arrivare a un ragionevole compromesso». Una frase che fa riferimento al «risultato ragionevole» ottenuto dal governo britannico di Starmer con l’accordo al 10%.
Un livello che «non credo che sia disponibile in questo momento per quello che vuole l’amministrazione Trump ma non credo si possa andare troppo oltre questo numero, altrimenti diventa insostenibile». Con i dazi al 10% ha aggiunto infine Giorgetti «ci si può stare dentro» ma lontano da quel numero «i mercati si perdono». (riproduzione riservata)