Unicredit torna sul mercato obbligazionario e fa il pieno di ordini. La banca guidata da Andrea Orcel ha collocato oggi, 15 settembre, presso investitori istituzionali un bond senior non-preferred a 6 anni di ammontare pari a 1,25 miliardi di euro.
«L'importo emesso completa la componente senior del piano di finanziamento per il 2025 riservata a investitori istituzionali, confermando ancora una volta l'apprezzamento da parte degli investitori e la capacità di accesso al mercato in formati differenti da parte di Unicredit», si legge nel comunicato stampa dell’istituto di credito.
A fronte di una domanda rilevante, superiore a 4,3 miliardi di euro, quindi oltre tre volte l’ammontare previsto, il livello inizialmente comunicato al mercato di 120 punti base sopra il tasso mid-swap a 5 anni è stato abbassato a 90 punti base. 190 gli ordini da parte degli investitori a livello globale (77% fondi, 10% banche; 34% Uk, 19% Francia, 15% Germania/Austria e 11% BeNeLux). Per cui la cedola annuale del bond scadenza 22 settembre 2031 e non richiamabile fino al quinto anno è stata fissata al 3,20% con un prezzo di emissione di 99,786.
L'obbligazione prevede la possibilità di una sola call da parte dell'emittente a settembre 2030. Se non verrà richiamata, le cedole per i periodi successivi fino alla scadenza verranno fissate sulla base dell'Euribor a 3 mesi più lo spread iniziale di 90 punti base.
I rating attesi per la nuova emissione sono Baa3 da parte di Moody's, BBB da S&P e BBB da Fitch. Joint lead manager del deal, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Jp Morgan, Raiffeisen Bank International, Rbc Capital Markets, Santander e la stessa Unicredit.
Non è la prima emissione dell’anno per Unicredit. Già lo scorso 17 giugno la banca ha collocato con successo presso investitori istituzionali un bond subordinato Tier 2 a 12 anni (scadenza 24 giugno 2037) da 1 miliardo di euro, non richiamabile per 7 anni, con gli ordini che hanno superato quota 3,4 miliardi.
Prima, il 3 giugno ha piazzato un’obbligazione dual tranche di tipo senior preferred, un bond con scadenza a sei anni, l’altro a dieci anni. Anche in questo caso la domanda è stata molto forte: 3,3 e 2,5 miliardi, quindi 5,8 miliardi in totale per 1 miliardo di collocamento per ciascun bond.
Il credito europeo corporate ha archiviato il mese di agosto con un ritorno totale molto contenuto, -0,05% sui bond investment grade (a fronte di tassi solo in leggero rialzo, fatta eccezione per la curva francese) e +0,3% sugli high yield, sostenuti da un restringimento degli spread di 3-4 punti base.
Decisamente più robusta e in territorio ampiamente positivo la performance degli high yield in dollari (+1,4% contro +0,2% sugli investment grade) che hanno trovato supporto in un clima di risk-on alimentato dalle attese crescenti di un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed. In vista della riunione della banca centrale americana del 17 settembre, il comparto del credito sarà guidato, nel breve, anche dalle dinamiche di domanda e offerta, in un mese strutturalmente importante per il collocamento di nuova carta. (riproduzione riservata)