Le regole del m&a bancario non sono più chiare come in passato e questo pone una pesante ipoteca sul risiko in corso, a partire dall’ops di Unicredit su Banco Bpm. Ne è convinto il ceo di Piazza Gae Aulenti Andrea Orcel che giovedì 19 è tornato sul tema delle aggregazioni parlando al convegno Young Factor in corso a Milano.
«Se guardiamo gli anni in cui io ho fatto m&a c'erano delle regole chiare e sulla creazione di valore gli azionisti ti dicevano sì o no», ha detto Orcel. «Oggi non è più così. Perché si è inserita la regolamentazione, che in parte ci doveva essere, poi si è inserita l'Antitrust, adesso secondo me dopo il momento del Covid i governi soprattutto europei hanno preso una posizione molto più interventista».
Non solo. Orcel ha insistito: «Fai lobbying prima per essere sicuro che i governi siano dalla tua parte o fai le cose in modo corretto e poi speri di arrivare in fondo? Noi siamo dell'opinione di fare la seconda cosa perché crediamo che la nostra società debba reggersi su dei principi e valori per i nostri azionisti, clienti e comunità. La parte problematica è se il governo non è d'accordo con te», ha rimarcato il banchiere, notando che «in questo momento l'Europa non è pronta a fare neanche operazioni nazionali: non è questione di operazioni transfrontaliere, in questo momento i governi hanno un punto di vista che molte volte diverge da quelli che fanno m&a». «Questo elemento politico è diventato molto più importante e a causa di questo processo noi siamo stati a bagno per nove mesi, in Spagna Bbva per un anno», ha concluso Orcel.
Il ceo di Unicredit ha parlato anche della sua lunga esperienza nel m&a. «Io mi sono laureato proprio con una tesi su fusioni e acquisizioni. Volevo fare quello, ce l'avevo molto chiaro e ci ho messo tutto me stesso. Il talento ci vuole, ma la prima cosa è avere un'idea chiara di quello che si vuole fare», ha aggiunto Orcel.
«Per fare alcune cose servono sacrifici e molte ore di lavoro. Quando ho iniziato avevo davanti gente con più talento di me, ma se io lavoro 19 ore e loro 9 ore nel tempo li supero. Ci ho messo tutto me stesso. Io volevo fare l'investment banker, me lo sognavo la notte», ha ricordato il banchiere.
Orcel ha parlato anche dell’investimento che piazza Gae Aulenti sta facendo sui giovani talenti: «In Unicredit abbiamo carriere accelerate per i giovani. Nel 2021 quando sono arrivato noi avevamo il 7% delle nostre persone sotto i 35 anni. In soli quattro anni il 7% è raddoppiato al 14%, perchè abbiamo assunto 5.600 giovani. Diamo loro in funzione del talento e dell'impegno dei percorsi di carriera accelerati. Scambiamo idee su tutto con i giovani». (riproduzione riservata)