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Unicredit, Orcel vuole banche Ue più forti: Commerz e Banco BPM test di serietà su maggiore integrazione

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Unicredit, parla Andrea Orcel: all’Europa serve più unità. Commerzbank e l’opa su Banco Bpm sono un test di serietà

20 dicembre 2024, 07:55 Ultimo aggiornamento: 21:06

Unicredit ha investito in Commerzbank e ha presentato un’offerta per acquisire Banco Bpm mettendo sul tavolo una più ampia convergenza dell’Ue e il futuro del mercato unico, scrive Orcel in un intervento sul Financial Times. Sono test che dimostreranno se davvero in Ue siamo seri riguardo a una maggiore integrazione a partire dall’unione bancaria | Il video | M&A banche, il risiko scalda Piazza Affari. I prezzi delle azioni non sono così alti, dicono gli analisti. Ecco su chi puntare

Andrea Orcel, l’amministratore delegato di Unicredit che ha lanciato a novembre un’opa su Banco Bpm e stringe ai fianchi Commerzbank in Germania, ha scritto una lettera al Financial Times venerdì 20 dicembre per spiegare la ratio che sta dietro a queste mosse. 

«L’Europa sta scomparendo», inizia la lettera, citando Ken Griffin, fondatore di Citadel Securities. «È letargica rispetto agli Stati Uniti», ha aggiunto. «La loro economia non cresce. I loro numeri pro capite sono terrificanti». Quando i maggiori finanzieri americani fanno valutazioni di questo tipo sul nostro continente, ragiona Orcel, è tempo di svegliarsi e reagire.

Ma l’Europa, 450 milioni di persone, è davvero unita?

L’Unione Europea ha creato un mercato unico di circa 450 milioni di persone, «promuovendo stabilità, democrazia e prosperità economica», ragiona Orcel, «la visione positiva di allora è ancora possibile, ma senza dubbio è a rischio. Stiamo attraversando un periodo di disunità nell’Ue, senza un senso di direzione comune. Questo è ancora più preoccupante di fronte alla minaccia di restare ulteriormente indietro rispetto agli Stati Uniti, anche a causa dei potenziali dazi di Donald Trump. E non serve nemmeno menzionare l’insieme di problemi geopolitici che ci hanno perseguitato negli ultimi anni».

Come continente, prosegue Orcel, «stiamo iniziando a renderci conto che abbiamo bisogno di unità e di una crescita economica molto migliore per affrontare tutto questo. Ed è qui che il potere del mercato unico diventa così evidente. Dimentichiamo quanto abbia già generato le opportunità di cui godiamo oggi. E non ci rendiamo conto che questo è ancora solo una frazione di ciò che potrebbe essere e che potrebbe svanire del tutto».

Se l’Ue resta troppo indietro rispetto a Usa e Cina

A questo punto Orcel cita i report pubblicato di recente da Enrico Letta e Mario Draghi sull’Ue  che «ci hanno ricordato cosa è in gioco. Senza mettere in comune risorse critiche e senza aumentare la nostra crescita strutturale, l’Ue non potrà continuare a offrire standard di vita migliori. Rischiamo di rimanere troppo indietro rispetto ad altri blocchi come centri di innovazione e creatività. Potremmo infine perdere le libertà e gli ideali che ci sono cari».

Un mercato unico bancario e dei capitali

Il top manager parla di «nostro amato mercato unico ... incompleto... necessita di interventi. Dobbiamo concentrarci su una strategia per la crescita a livello Ue. Eppure sembriamo incapaci di metterci d’accordo su cose semplici come una vera unione dei mercati dei capitali o una unione bancaria per sostenere investimenti e crescita. Se ci riuscissimo, molte sfide strutturali potrebbero essere superate».

Orcel mette in evidenza che «spetta ai politici europei spingere queste riforme e certamente avrebbero il mio sostegno. Ma, in qualità di amministratore delegato di una banca, mi concentro su ciò che le imprese possono fare oggi. Abbiamo già i pilastri di una unione bancaria, che potrebbe essere completata rapidamente... Eppure, abbiamo visto ben poca azione». 

Credo nella convergenza del nostro sistema bancario e, con essa, in banche più forti per l’Europa. È per questo che Unicredit Group ha investito in Commerzbank e ha presentato un’offerta per acquisire Banco Bpm. Anche se queste decisioni sono prese nell’interesse dei nostri stakeholder, mettono comunque sul tavolo una più ampia convergenza dell’UE e il futuro del mercato unico.

Questi rappresentano casi di prova che ci chiedono se, come blocco, siamo seri riguardo a una maggiore integrazione. Siamo disposti a fare i passi che i nostri leader hanno da tempo invocato o ci tireremo indietro? La risposta aiuterà a sbloccare la crescita dell’Europa oppure confermerà che un’azione reale per far progredire il mercato unico rimane sfuggente.

Con una maggiore portata paneuropea arrivano economie di scala e competenze a livello UE. Significa un maggiore impiego di capitale per le imprese che hanno bisogno di finanziamenti per crescere e più opzioni per raccogliere fondi, anche attraverso i mercati dei capitali. Significa che imprese più ambiziose e in crescita possono connettersi ai flussi commerciali e accedere a nuovi mercati, soprattutto all’interno dell’Ue.

Banche più forti a tutela dei risparmiatori

Significa, sottolinea il manager,  «maggiori investimenti in prodotti e servizi a sostegno dei risparmiatori. E significa banche più forti, più resilienti, più affidabili». Senza convergenza, «stiamo assistendo a un rallentamento degli investimenti, a una creazione di ricchezza ostacolata e a un divario sempre più ampio tra noi e altri blocchi. I giovani lasceranno il nostro continente in cerca di opportunità altrove. Rischiamo la nostra prosperità a lungo termine e, con essa, la forza di sostenere i nostri ideali europei».

Ora abbiamo l’opportunità, conclude Orcel, «e credo, il dovere, di potenziare il settore bancario europeo e, con esso, le ambizioni del nostro blocco. Se il genio del nostro mercato unico rimarrà inespresso, temo che l’avvertimento di Draghi su una “lenta agonia” per l’Europa si avvererà».

(riproduzione riservata)



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