«Il bilancio 2028-34 sarà il più ambizioso mai proposto. È più strategico, più lineare, più flessibile e più trasparente. Stiamo investendo di più nella nostra capacità di risposta e nella nostra indipendenza». La presidente Ursula von der Leyen presenta la proposta della Commissione per il nuovo budget pluriennale dell’Ue, pensato per rendere la spesa più effettiva ed evitare le duplicazioni con un accorpamento dei programmi, che da 52 scenderanno a 16.
Le sfide per l’Europa continuano ad aumentare, a partire dalla difesa e dalla doppia transizione energetica e digitale. Nel suo report Mario Draghi aveva quantificato gli investimenti aggiuntivi annui in 750-800 miliardi. Così la Commissione ha alzato l’asticella con un bilancio da 2 mila miliardi di euro, quasi il doppio del precedente.
Sempre in ottica di semplificazione, i pilastri del budget scenderanno da sette a tre (quattro con i fondi per l’amministrazione). La maggior parte delle risorse andrà ai Piani di partenariato nazionali e regionali (865 miliardi), che includeranno le politiche agricole e di coesione. Si procederà con un meccanismo simile al Pnrr perché l’erogazione dei fondi è legata alla realizzazione delle riforme.
Così i meccanismi di spesa saranno più coordinati, ma gli enti locali temono di perdere centralità. Gli agricoltori, già sotto pressione per i dazi di Donald Trump, hanno protestato invece nonostante le rassicurazioni sui pagamenti diretti, circa 300 miliardi. «Il prossimo bilancio taglia il budget di 86 miliardi», attacca il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
L’altra novità è il Fondo per la Competitività, che avrà una potenza di fuoco di 410 miliardi per rafforzare la difesa europea e rilanciare l’industria e la de-carbonizzazione. Altri 200 miliardi saranno usati per l’azione esterna dell’Ue, che ha promesso anche 100 miliardi per ricostruire l’Ucraina.
La Commissione vuole irrobustire il budget senza chiedere più risorse agli Stati membri, il cui contributo in realtà crescerà dall’1,13% all’1,15 del pil. La maggior parte delle nuove entrate arriverà quindi dall’adeguamento e dall’incremento delle fonti proprie. Cinque le novità, tra cui una tassa sulle grandi imprese con un fatturato netto annuo di almeno 100 milioni, oltre alle nuove imposte sul tabacco e i rifiuti elettronici.
Il denaro incassato dalle risorse proprie servirà soprattutto per rimborsare i prestiti del Next Generation Eu. L’esperienza della pandemia ha convinto la Commissione a creare un cuscinetto di 400 miliardi, stanziato per affrontare le crisi future, oramai sempre più regolari.
Questo strumento permetterà a Bruxelles, con l’ok del Consiglio e del Parlamento Ue, di emettere nuovo debito comune. Da verificare in tal caso la risposta degli Stati membri, soprattutto quelli più indebitati, già restii ad accedere ai 150 miliardi di prestiti per la difesa di Safe.
Un budget ambizioso, insomma, ma che non ha convinto tutti i commissari e nemmeno gli eurodeputati. Per i relatori della proposta non ci sono «fondi sufficienti per le priorità più importanti, tra cui competitività, coesione, agricoltura e sicurezza. Il punto di partenza dimostra una sorprendente mancanza di ambizione». Se ne discuterà nei prossimi mesi perché il bilancio dovrà essere negoziato oltre che con il Consiglio anche con l’Europarlamento. (riproduzione riservata)