Manca poco meno di un mese alla stretta sui veicoli diesel Euro 5, che verrà imposta in alcuni comuni di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il tanto contestato blocco, già prorogato dal Governo (era previsto per inizio dello scorso anno), interesserà specialmente i comuni con più di 100 mila abitanti.
La misura interesserà gli Euro 5 diesel immatricolati tra 2011 e 2015, ma per adesso l’unica certezza è che in Lombardia il provvedimento verrà applicato a Milano, Brescia, Bergamo e Monza nei giorni feriali dalle 7:30 alle 19:30. Le altre regioni stanno ancora valutando possibili strade alternative, tanto che in Piemonte alcuni interventi compensativi – come incentivi per il trasporto pubblico all’impiego di biocarburanti diesel di origine rinnovabile – dovrebbero far sì che la restrizione non venga applicata.
Le regioni hanno infatti la possibilità di introdurre alcune misure alternative in grado di ridurre le emissioni di polveri sottili e biossido di azoto che interessano soprattutto la Pianura Padana, purché garantiscano un calo pari a quello che ci si aspetta dalle limitazioni sulle autovetture. Sono valutazioni necessarie, se si pensa che per milioni di automobilisti la macchina non è un bene facilmente sostituibile.
I possessori di veicoli devono accertarsi, tramite la carta di circolazione o il Portale dell’Automobilista, della classe ambientale del proprio mezzo. L’eventuale infrazione può comportare una multa dai 168 ai 679 euro e in caso di reiterazione può scattare la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
In Lombardia, tramite il servizio regionale MoVe-In, sarà tuttavia possibile guidare auto e veicoli più inquinanti sostituendo i divieti fissi di orario o di giorno con un tetto massimo di chilometri all’anno. La verifica sarà possibile tramite un dispositivo satellitare installato sul veicolo per contare i chilometri percorsi, senza la possibilità di superare la soglia fissa fissata annualmente. (riproduzione riservata)