Le forze del Centcom hanno distrutto cinque petroliere iraniane, dopo che l'attacco a una nave da guerra della Marina Usa con missili balistici in due occasioni negli ultimi due giorni. Teheran risponde colpendo la base americana in Giordania e altre due navi Usa nel Golfo Persico. Il governo di Londra ha annunciato sanzioni senza precedenti contro il commercio di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, seguito da altri 11 Paesi.
9:15 Iran: colpiremo petroliere in Kuwait e nel Bahrein
9:00 Teheran ha attaccato 2 navi Usa e 8 petroliere a Hormuz
8:30 Trump non si è opposto alle sanzioni contro gli insediamenti israeliani
8:00 Rubio: «Iran attacca le nostre navi, perderà altre petroliere»
7:30 Gli Usa confermano: distrutte cinque petroliere iraniane dopo attacchi a nave Usa
I Guardiani della Rivoluzione dell'Iran hanno anche avvertito nella notte che prenderanno di mira delle petroliere in Kuwait e in Bahrein, intimando agli equipaggi di «abbandonare immediatamente le navi», secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Irna. «Alla luce dei crimini dell'esercito terrorista americano, che ha preso di mira diverse petroliere della Repubblica Islamica dell'Iran, avvertiamo tutte le petroliere presenti nei porti kuwaitiani e bahreiniti - porti che ospitano tali terroristi e sono complici delle loro azioni criminali - sia che si trovino all'ancora sia ormeggiate in banchina. Le esortiamo ad abbandonare le navi, poiché diventeranno bersagli», hanno affermato i Guardiani, citati dall'Irna.
Le guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 «imbarcazioni non conformi» che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo hanno riferito i media di Stato. «Sono state prese di mira due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 imbarcazioni non conformi che tentavano di attraversare la zona vietata e non sicura dello Stretto di Hormuz», hanno affermato le guardie in un comunicato pubblicato dall'agenzia ufficiale Irna.
L'amministrazione statunitensi di Donald Trump non si è opposta all'iniziativa a guida britannica per imporre nuove sanzioni agli insediamenti illegali israeliani nella Cisgiordania occupata, riposta Axios. La decisione della Casa Bianca di non ostacolare l'iniziativa di Londra, a cui hanno aderito altri 11 Paesi occidentali, segnala la frustrazione del tycoon per la politica del governo Netanyahu in Cisgiordania. Le sanzioni della Gran Bretagna contro individui ed entità coinvolti nella costruzione di insediamenti in Cisgiordania sono state abbinate anche al divieto di importazione di merci provenienti dagli stessi insediamenti.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che gli Stati Uniti continueranno a prendere di mira le petroliere iraniane in risposta ai continui attacchi contro le navi da guerra statunitensi. «E ogni volta che lo faranno o tenteranno di farlo, perderanno delle petroliere» e «penso che lo vedrete di nuovo oggi», ha aggiunto Rubio ai giornalisti in Colombia.
Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha confermato su X che le sue forze armate hanno «distrutto cinque petroliere iraniane» in risposta agli attacchi di Teheran a una nave da guerra della Marina Usa. L'unità statunitense «è riuscita a evitare i tentativi di attacco iraniani e ha proseguito il pattugliamento delle acque della regione», si legge nel post in cui si precisa che «nessun componente del personale americano è rimasto ferito». Allo stesso tempo, precisa il Centcom, «le forze americane hanno ordinato agli equipaggi di abbandonare le navi prima che queste venissero colpite e rese inservibili». (riproduzione riservata)
Articolo in aggiornamento