Le elezioni in Ucraina potrebbero tenersi già quest’estate e l’attuale presidente Volodymyr Zelensky ha intenzione di candidarsi per un secondo mandato. Lo hanno riferito fonti del governo ucraino alla rivista britannica The Economist, aggiungendo che Zelensky ha convocato una riunione la scorsa settimana per dare istruzioni al suo team di organizzare le elezioni dopo un cessate il fuoco completo, che gli Stati Uniti ritengono potrebbe essere attuato entro la fine di aprile.
Secondo l’Economist, la data probabile è il 20 aprile, a Pasqua. Il 5 maggio poi è previsto il voto in parlamento sull’estensione della legge marziale, che scade l’8 maggio. La revoca della legge marziale sarebbe il primo passo necessario per avviare il processo elettorale. Le fonti divergono sui tempi esatti, ma la maggior parte afferma che Zelensky sta pensando all’estate. La legge richiede almeno 60 giorni per la campagna elettorale, quindi la prima opzione possibile è l’inizio di luglio, riporta l’Economist.
L’ex presidente Petro Poroshenko, leader del più grande partito di opposizione e nemico giurato di Zelensky, prevede che le elezioni potrebbero arrivare «in qualsiasi momento tra agosto e ottobre».
L’assenza di elezioni è stata più volte utilizzata dalla Russia per mettere in discussione la legittimità del presidente Volodymyr Zelensky, e anche lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha occasionalmente avanzato la richiesta di nuove elezioni in Ucraina. Il mandato regolare di Zelensky è infatti scaduto nel maggio dello scorso anno, mentre quello del Parlamento ucraino è terminato lo scorso agosto.
Fonti citate dal settimanale britannico spiegano che saranno necessari, comunque almeno, tre mesi per aggiornare i registri elettorali. Si discute della possibilità di usare la app del governo Diia per consentire ai soldati al fronte e agli sfollati di votare. Secondo alcuni funzionari, Zelensky cercherà di cogliere di sorpresa i rivali con le elezioni di luglio, sperando che un calendario ristretto gli permetta di candidarsi senza opposizione. Una svolta del genere non gioverebbe solo al presidente, sostiene la fonte: «Una lunga campagna farebbe a pezzi il Paese».
lntanto nella giornata del 31 marzo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha celebrato il terzo anniversario della riconquista di Bucha da parte dell’esercito ucraino, che era stata conquistata dalla Russia subito dopo che Vladimir Putin aveva ordinato un’invasione su vasta scala dell’Ucraina il 24 febbraio 2022. Le forze ucraine hanno ripreso il controllo delle piccole città di Bucha e Irpin a nordovest di Kiev alla fine di marzo 2022, mentre i soldati russi abbandonavano rapidamente il loro tentativo di conquistare la capitale Kiev. Quando le truppe russe si ritirarono da Bucha, emerse la portata della distruzione e delle presunte atrocità commesse a Bucha dai soldati russi nei confronti dei civili ucraini. «Non ci sarà mai perdono per le atrocità commesse dalla Russia in Ucraina», ha detto il presidente Zelensky. «Non perdoneremo i crimini della Russia e questa guerra, perchè perdonare significherebbe accettare che un sistema come quello russo attuale abbia il diritto di esistere e di espandersi a spese di altri popoli», ha scritto su Telegram. «Difenderemo l’Ucraina e ristabiliremo la giustizia: la Russia deve essere chiamata a rispondere di questa guerra», ha ammonito. (riproduzione riservata)