Il mediatore russo Kirill Dmitriev sarà a Washington questa settimana per incontrare l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, per colloqui volti a rafforzare le relazioni tra i due Paesi mentre cercano di porre fine alla guerra in Ucraina. Lo riferisce la Cnn, citando fonti. La sua visita segnerà la prima volta che un alto funzionario russo si reca a Washington per colloqui da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel 2022.
Dmitriev è un consigliere stretto di Putin e a febbraio ha viaggiato con alti funzionari russi a Riad, in Arabia Saudita, per iniziare a discutere un accordo per la fine della guerra in Ucraina. Laureato a Harvard, è il ceo del fondo sovrano russo Rdif ed è stato sanzionato dall’amministrazione Biden, così come Putin, per l’invasione russa dell’Ucraina. Nel 2022, il Dipartimento del Tesoro scrisse che «Putin e la sua cerchia ristretta di fedeli hanno a lungo fatto affidamento su Rdif e Dmitriev per raccogliere fondi all'estero, anche negli Stati Uniti».
Negli ultimi giorni alti funzionari dell’amministrazione Trump hanno discusso della probabilità che gli Stati Uniti non riescano a raggiungere un accordo di pace sull’Ucraina nei prossimi mesi e stanno elaborando nuovi piani per fare pressione sia su Kiev che su Mosca. Né il cessate il fuoco completo nè un accordo di pace duraturo sembrano imminenti, hanno affermato i funzionari, sollevando la possibilità che la guerra che dura da tre anni si trascini per le lunghe e che l'Ucraina abbia bisogno di un maggiore sostegno occidentale per le sue operazioni militari.
Non bastano i buoni rapporti tra Putin e Trump a portare la pace in Ucraina. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sostiene che «Putin rimane aperto a negoziati di pace» sulla guerra in Ucraina. «Il fatto che la Russia, d’accordo con la parte americana, abbia annunciato che avrebbe aderito a una moratoria temporanea sugli attacchi alle infrastrutture energetiche è la prova più eloquente» ha dichiarato Peskov secondo l’agenzia di stampa statale russa Tass affermando che ci sarebbe, a suo dire, «un’assoluta riluttanza» di Kiev «a seguire la stessa strada». Mosca e Kiev si accusano a vicenda di non rispettare lo stop ai raid su questi impianti. Putin - che tre anni fa ha ordinato l’invasione dell’Ucraina - non ha finora accettato una proposta di Kiev e Washington di un cessate il fuoco di almeno 30 giorni fissando tutta una serie di condizioni.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, da parte sua, ha, infatti, denunciato attacchi russi «deliberati» contro gli impianti energetici nel suo paese. «Una nuova ondata di attacchi deliberati e danni alle strutture energetiche», ha scritto il presidente ucraino su X, aggiungendo che i raid hanno causato interruzioni di corrente localizzate. «La natura sistematica e costante degli attacchi russi indica chiaramente che Mosca ignora gli sforzi diplomatici dei partner. Putin non vuole garantire nemmeno un cessate il fuoco parziale», ha detto Zelensky. (riproduzione riservata)