Il giorno dopo la telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, arriva quella tra il presidente Usa e quello ucraino Volodymyr Zelensky per discutere del piano di pace in Ucraina. «Ho appena finito un’ottima telefonata con il presidente Zelensky che è durata circa un’ora», ha scritto su Truth Donald Trump precisando che il colloquio ha riguardato «per la maggior parte la chiamata di ieri con il presidente Putin per allineare sia la Russia che l’Ucraina in termini di richieste e necessità. Siamo sulla buona strada e chiederò al segretario di Stato Marco Rubio e al consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz di fornire una descrizione accurata dei punti discussi. Tale dichiarazione verrà pubblicata a breve», ha aggiunto Trump.
Al centro del colloqui anche l’annosa questione del Kursk. Il presidente russo Vladimir Putin durante una riunione allargata del Consiglio della Procura generale, nella mattinata del 19 marzo, ha annunciato che «i militari russi stanno completando la sconfitta delle Forze armate ucraine nella zona di confine di Kursk».
Notizia questa prontamente smentita dal leader ucraino: «Ho informato il signor Presidente (finlandese Alexander Stubb, ndr) della disinformazione russa riguardante la situazione nel settore di Kursk. Lì non c'è alcun accerchiamento e i nostri ragazzi stanno svolgendo i compiti richiesti per l'Ucraina» ha scritto su Telegram Zelensky dopo il suo incontro avuto con Stubb a Helsinki.
Quello che è certo è che il risultato principale già messo a terra da Trump è stato che i russi hanno accettato di interrompere gli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine, mentre non c’è alcun impedimento al fatto che continuino a colpire altri obiettivi civili e lungo il fronte. Gli ucraini hanno, infatti, denunciato nelle scorse ore un bombardamento di droni contro un ospedale nella regione di Sumy. Tuttavia, l’amministrazione Usa insiste sul fatto che quello raggiunto è solo il primo passo e che ora si terranno colloqui in Medio Oriente per raggiungere un cessate il fuoco marittimo nel Mar Nero e successivamente un cessate il fuoco completo e una pace permanente. Trump ha comunque ottenuto uno dei primi impegni concreti per rallentare l’intensità dei combattimenti dall’inizio dell'invasione russa tre anni fa.
Da parte sua il presidente ucraino ha detto di essere pronto a inviare una nuova squadra negoziale di Kiev in Arabia Saudita, se necessario, «per discutere dei dettagli del cessate il fuoco temporaneo. Prima di tutto, saranno esperti militari, dell’energia, dei porti e di altre infrastrutture civili. Non si tratta esattamente dell'incontro diplomatico che si è già svolto», ha detto Zelensky.
Domenica 23 marzo il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il Consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz torneranno, infatti, in Arabia Saudita per colloqui su un cessate il fuoco nella guerra tra Russia e Ucraina. Non è, però, prevista una presenza ucraina.
«Non si può escludere che l’incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump avvenga in Arabia Saudita, ma non ci sono ancora dettagli specifici sulla sede del vertice in presenza», ha detto all’agenzia di stampa Tass il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, dopo che l'inviato del presidente americano, Steve Witkoff, parlando a Bloomberg del possibile faccia a faccia tra i due leader ha detto: «Scommetto che potrebbe esserci».
«Questa opzione non può essere esclusa. Ma non ci sono ancora dettagli specifici su questo tema», ha detto Peskov, rispondendo a una domanda se Trump e Putin avessero discusso di un possibile summit e se l’Arabia Saudita fosse un'opzione, come annunciato da Witkoff.
Intanto resta non chiaro il punto sugli aiuti militari a Kiev. Trump ha smentito di aver discusso con Putin la sospensione degli aiuti militari occidentali a Kiev come condizione per il cessate il fuoco, mentre Mosca ha ribadito, già due volte in 24 ore, che la «condizione chiave» per la risoluzione del conflitto è la cessazione completa degli aiuti militari stranieri e la fornitura di informazioni di intelligence. Una richiesta impossibile da accettare per il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che potrebbe averne parlato proprio nella telefonata con Trump. Ma anche irricevibile per gli europei, come ha dichiarato nella mattinata del 19 marzo la Germania che ha criticato il presidente russo Vladimir Putin per aver «fatto un gioco» dopo i nuovi attacchi russi denunciati dall’Ucraina il giorno dopo l’accordo per una tregua limitata. «Abbiamo scoperto che gli attacchi alle infrastrutture civili non sono assolutamente diminuiti durante la prima notte dopo questa telefonata apparentemente rivoluzionaria e formidabile», ha detto il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius in un'intervista televisiva. «Putin sta giocando», ha aggiunto.
Come da accordi la Russia ha già annunciato di aver scambiato con l’Ucraina 175 prigionieri di guerra di entrambe le parti e 22 prigionieri ucraini «gravemente feriti», come concordato nella giornata del 18 marzo. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato in un comunicato che 175 prigionieri di guerra russi sono stati consegnati in cambio di 175 ucraini e, «come gesto di buona volontà», di altri 22 «gravemente feriti», per un totale di 372 persone. (riproduzione riservata)
(articolo in aggiornamento)