Ubs ha analizzato le implicazioni su aziende e mercati delle elezioni del nuovo cancelliere in Germania a settembre, lo stesso mese, peraltro, in cui si prevede che i titoli quotati al Dax passeranno da 30 a 40. Secondo i sondaggi, ci sarà una nuova coalizione di governo con il partito dei Verdi alla maggioranza. In un tale scenario si prospettano politiche più rigorose sul cambiamento climatico, regolamentazione del mercato immobiliare, salari minimi più elevati, maggiori investimenti pubblici, riforma delle regole fiscali e più integrazione europea. La realizzazione di una coalizione inevitabilmente porterà ad alcuni compromessi e, stando alle previsioni, i cambiamenti più probabili saranno un aumento dei prezzi del carbonio e un incremento negli investimenti pubblici (il partito dei Verdi propone una quota pari all'1,5% del pil); mentre sugli altri punti non è stato trovato ancora un punto di incontro. Un potenziale cambiamento delle regole fiscali ha scatenato l'interesse del mercato per quanto riguarda l'impatto sui Bund, soprattutto se dovessero vincere i Verdi. Ubs ritiene difficile che un mutamento su questo fronte possa mettere in discussione il dominio della politica monetaria della Bce per quanto riguarda livello e forma della curva del Bund. Tuttavia, l'impatto di una maggior emissione obbligazionaria netta potrebbe portare al deprezzamento dei Bund rispetto agli swap in euro, ovvero swap spread più compressi. Uno stimolo fiscale tedesco pari a un punto percentuale di pil potrebbe aumentare il Bund a 10 anni di 20-35 punti base.
Ma resta il fatto che uno stimolo orientato alla crescita strutturale a lungo termine ha un impatto trascurabile sul rendimento delle obbligazioni. Se, ad esito delle elezioni ci dovesse essere un ripensamento delle regole di bilancio europeo a favore di una maggior flessibilità e di una stretta fiscale più lenta anche dopo la pandemia, certamente la paura attorno alle ricadute fiscali sarebbe attenuata. Ne consegue una maggior propensione al rischio nei confronti delle attività in euro. Ciclicità ed esposizione al value (dopo l’Italia, la Germania è il Paese più esposto al value) sono i principali fattori che hanno permesso alla Germania di sovraperformare nel Vecchio Continente dai minimi toccati a marzo dello scorso anno. Il comparto auto per Ubs resta uno dei principali settori da sovrappesare in vista di una sempre più forte ripresa dei consumi e delle valutazioni. Inoltre si tratta di un settore in cui i consumatori europei mostrano una maggior propensione a spendere i propri guadagni. A detta di Ubs le valutazioni relative restano ragionevoli dato che i multipli prezzo/utile sono in linea con le medie di lungo periodo. La Germania, invece, risulta leggermente costosa se si guarda il multiplo prezzo/book value, ma presenta rendimenti da dividendo interessanti.
Se i Verdi dovessero avere la meglio a settembre, allora il mercato azionario può essere sostenuto da una maggior spesa fiscale, mentre il proposto aumento del salario minimo può impattare sulla redditività aziendale. Inoltre il Paese tedesco è il primo tra i 12 Paesi presenti nell’European Country Scorecard dato che lo slancio relativo degli utili è il migliore a sei mesi e le valutazioni ragionevoli. Fatte queste premesse, in vista delle elezioni a settembre, gli analisti di Ubs hanno studiato i potenziali impatti di quattro misure: tasse più elevate sul carbonio; maggiori limitazioni alla costruzione di alloggi sociali e potenziale aumento dei canoni; una regolamentazione più severa del mercato del lavoro (ad esempio limiti sui contratti di lavoro temporanei); più investimenti pubblici in veicoli elettrici, digitalizzazione (banda larga) e infrastrutture (scuole, ponti, rinnovamento ferroviario) e meno spese per la difesa. E sono arrivati alla conclusione che, a livello settoriale, beni strumentali, hardware tecnologico e servizi di pubblica utilità potrebbero potenzialmente trarre il maggior beneficio, diversamente per aeroporti, compagnie aeree, prodotti chimici, difesa e proprietà immobiliari. Di conseguenza gli analisti di Ubs ritengono Infineon, Knorr-Bremse, Rwe, Siemens, Vestas, Volkswagen e Wacker Chemie positivamente esposte alle elezioni; mentre Covestro, Deutsche Wohnen, Flughafen Zurigo, Johnson Matthey, Lufthansa, Rheinmetall (buy) e Sandvik esposte in modo negativo. (riproduzione riservata)