Il gruppo svizzero Ubs ha deciso di pagare 300 milioni di dollari al Dipartimento di Giustizia Usa per chiudere un contenzioso legato ai mutui ipotecari, ereditato dall’acquisizione di Credit Suisse nel 2023.
Il titolo viaggia in rosso, lunedì 4 agosto, alle ore 10 circa cede l’1,8%, mentre lo Smi in Svizzera perde l’1%.
Il caso di oggi riguarda la vendita di titoli garantiti da mutui ipotecari (Mbs, mortgage-backed securities) che hanno subito forti svalutazioni durante la crisi finanziaria del 2008. Le banche coinvolte sono state accusate di aver descritto in maniera falsa la qualità dei mutui sottostanti, contribuendo così al crollo del mercato subprime.
Il colosso elvetico spiega in una nota che il pagamento risolve tutti gli obblighi derivanti da un precedente accordo stipulato da Credit Suisse nel 2017. La notizia rappresenta un passo avanti per Ubs, sulla strada per smaltire le pendenze legali ereditate con l’integrazione dell’ex banca concorrente.
Lo scorso maggio, Ubs aveva concordato il pagamento di 511 milioni di dollari per chiudere un'altra indagine negli Usa, in quel caso su pratiche illecite di evasione fiscale da parte di clienti facoltosi assistiti da Credit Suisse.
Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, il costo complessivo stimato per risolvere le rimanenti questioni legali — tra cui quelle legate al fallimento di Archegos Capital Management nel 2021 — si aggira attorno ai 500 milioni di dollari.
Ubs aveva già chiuso nel 2023 un procedimento simile a quello attuale con un accordo da 1,44 miliardi di dollari, uno dei più onerosi nella sua storia. Il gruppo ha precisato che il nuovo accordo avrà un impatto positivo sui risultati del terzo trimestre, grazie alla contabilizzazione di un credito nella divisione non-core. (riproduzione riservata)