Il Bis 100, l’indice principale della borsa di Istanbul, chiude in ribasso dello 0,5% aver perso l’8,7% il giorno precedente cancellando 10 miliardi di dollari di capitalizzazione dalle società quotate. A scatenare le vendite sui mercati, la notizia dell’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, il principale rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan. Una mossa di Erdogan per impedirgli di partecipare alle primarie del Partito popolare repubblicano domenica e quindi alle elezioni presidenziali.
Il tentativo di rimbalzo della borsa di Istanbul arriva dopo che le autorità hanno annunciato misure per limitare la volatilità dei mercati. La lira turca ha ridotto le perdite, mercoledì era andata oltre quota 40 sul dollaro, mentre stamattina si colloca attorno a 38, dopo che la Banca centrale turca ha dichiarato che avvierà vendite di contratti a termine in lira regolati in valuta locale per contenere le potenziali oscillazioni del cambio e bilanciare la liquidità nel mercato. Ieri, secondo quanto riportato dalle autorità turche, il governo ha dovuto spendere 9 miliardi di dollari per sostenere la lira. Nel frattempo, le obbligazioni decennali governative, il cui rendimento era finito attorno al 30%, stanno in parte stabilizzandosi giovedi al 29%.
Il parziale recupero della borsa turca dipende anche dal fatto, fanno notare gli analisti, che l’Authority sulla regolamentazione dei mercati ha annunciato alcuni allentamenti alle restrizioni sui programmi di riacquisto di azioni proprie (buyback).
Gli investitori stanno scommettendo per ora sul fatto che che le tensioni non mettano – almeno per ora – a rischio la linea economica favorevole al mercato adottata da Erdogan, che comprende una politica monetaria restrittiva. Secondo Clemens Grafe, economista di Goldman Sachs, il selloff degli investitori stranieri sarà probabilmente limitato
Il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, considerato il politico più popolare in Turchia e il maggiore concorrente di Erdogan, è stato arrestato mercoledì con l’accusa di corruzione, che lui nega. La notizia ha scatenato proteste da parte dei membri dell’opposizione. L’episodio evidenzia la forte pressione di Erdogan contro gli avversari politici per reprimere il dissenso. «La percezione di rischio politico sui mercati rimarrà elevata e, di conseguenza, è improbabile che le posizioni lunghe sulla lira vengano ricostruite rapidamente», ha aggiunto Grafe.
Intanto la Turchia resta osservata speciale da parte dell’Unione Europea. Le società Usa, UK e turche che producono armi saranno escluse dal nuovo fondo europeo da 150 miliardi di euro destinato alla difesa, a meno che i rispettivi governi non firmino accordi di sicurezza e con Bruxelles.
Secondo la proposta presentata mercoledì dalla Commissione Europea, il fondo – progettato per consentire agli Stati membri di investire in armamenti – sarà accessibile solo alle aziende della difesa dell’Ue o di Paesi terzi che hanno firmato un accordo di difesa con Bruxelles. A questo si aggiunga che il finanziamento non potrà riguardare sistemi d’arma avanzati su cui un paese terzo detenga la cosiddetta design authority, ossia abbia diritti esclusivi sulla progettazione, sulla fornitura di componenti specifici o sul controllo dell’uso finale.
Questo criterio escluderebbe il sistema di difesa missilistico Patriot degli Stati Uniti, prodotto dal colosso della difesa RTX e altre piattaforme statunitensi soggette a restrizioni di Washington sulla destinazione d’uso, nota il FT. Questa politica arriva dalla richiesta della Francia e della Germania di portare avanti una politica Buy European negli investimenti in difesa. Richiesta motivata dai crescenti timori sull’affidabilità a lungo termine degli Stati Uniti come partner e fornitore di armamenti a causa della politica del presidente Donald Trump incentrata sulla guerra dei dazi.
Secondo la proposta, almeno il 65% dei costi dei prodotti finanziati dal fondo dovrà essere speso in Ue, in Norvegia o in Ucraina. Il restante 35% potrà invece essere destinato ad acquisti da paesi terzi che abbiano firmato un patto di sicurezza con Bruxelles. (riproduzione riservata)