I ricavi di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) balzano del 39% nei primi due mesi dell’anno, accelerando rispetto al 2024. Il più grande produttore di chip al mondo ha registrato un giro d’affari pari a 553,3 miliardi di dollari taiwanesi (16,8 miliardi di dollari). Un risultato rilevante se paragonato alla performance già straordinaria del +34% registrata nell’intero esercizio 2024. Gli analisti, in media, si aspettano un aumento del 41% in questo trimestre.
Il colosso di Taiwan potrebbe aver beneficiato di un’accelerazione degli ordini o di scorte accumulate in vista di possibili dazi sulle importazioni di semiconduttori da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La forte crescita delle esportazioni di circuiti integrati da Taiwan a gennaio, secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, suggerisce che le vendite di chip AI stanno trainando i ricavi di Tsmc, secondo i dati sull’export. Mentre le spedizioni di wafer di silicio da 300 mm indicano una ripresa, i wafer da 200 mm riflettono una domanda più debole nei settori automobilistico e industriale.
In quanto principale produttore di chip per l’intelligenza artificiale a livello globale, le vendite di Tsmc rappresentano un indicatore importante per il settore. A Wall Street e nella Silicon Valley, infatti, si discute sulla sostenibilità della frenesia legata all’AI che ha reso Nvidia l’azienda più preziosa al mondo, soprattutto dopo che la cinese DeepSeek sembra aver adottato un approccio più frugale.
La scorsa settimana, l’amministratore delegato dell’azienda taiwanese ha incontrato Trump alla Casa Bianca per delineare un ulteriore investimento da 100 miliardi di dollari, uno dei più grandi mai effettuati da un’azienda straniera nella manifattura statunitense. Un tentativo per scongiurare le tariffe Usa del 25% che includono anche i chip importati, utilizzati in ogni settore, dagli smartphone ai missili. Taiwan produce il 60% di tutti i semiconduttori mondiali e il 90% dei più avanzati. Per Bloomberg Intelligence, il maxi investimento annunciato non influenzerà il rating creditizio di Tsmc, poiché l’azienda detiene una posizione di liquidità record: 44 miliardi di dollari.
Tuttavia, il tempo per raggiungere il breakeven potrebbe allungarsi e influenzare ulteriormente i margini se i fondi del Chips Act venissero tagliati, come richiesto da Trump. Intanto l'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti terrà martedì un'udienza sui vecchi semiconduttori legacy di produzione cinese. Potrebbe imporre ulteriori tariffe statunitensi sui chip provenienti dalla Cina che alimentano beni di uso quotidiano, dalle automobili alle lavatrici, fino alle apparecchiature per le telecomunicazioni. Il 1° gennaio è scattata una tariffa statunitense del 50% sui semiconduttori cinesi. (riproduzione riservata)