Più dazi, più inflazione importata, minori tagli dei tassi: lunedì il presidente Usa, Donald Trump ha confermato che intende alzare le tariffe del 25% a Messico e Canada, dopo la sospensione in atto. I mercati hanno reagito male, sapendo che questo comporta un rialzo potenziale dell’inflazione negli Usa che rischia di fermare la politica di allentamento della Fed. Il Nasdaq ha chiuso in netto rosso e martedì mattina 25 febbraio l’Asia si muove in calo. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei cede l’1,3%, Hong Kong lo 0,9% e Shanghai lo 0,4%. Il T bond Usa decennale vede il rendimento in calo al 4,385%, mentre i futures sul Nasdaq sono sulla parità.
Lunedì il presidente Donald Trump ha confermato che i dazi sulle importazioni da Canada e Messico «andranno avanti» quando la prossima settimana scadrà il periodo di sospensione. «I dazi procedono nei tempi previsti», ha risposto Trump ad una domanda durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. Il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti «vengono sfruttati» da nazioni estere su «quasi tutto» e ha ribadito il progetto di avviare i cosiddetti dazi reciproci. «Quindi i dazi andranno avanti, sì, e recupereremo un sacco di territorio», ha sottolineail il presidente.
Trump ha firmato ordini esecutivi il 1° febbraio imponendo dazi del 25% sui prodotti provenienti da Messico e Canada, nonché dazi del 10% sull'energia canadese. Il presidente Usa, che ha elogiato l'uso delle tariffe sia come strumento di negoziazione che come fonte di ricavi, ha stabilito un mese fa l’aumento delle tariffe a causa dei presunti fallimenti di Messico e Canada nel fermare la criminalità e il traffico di droga ai confini con gli Stati Uniti. Trump ha poi sospeso le nuove tariffe due giorni più tardi, dopo che la presidente messicana Claudia Sheinbaum e il primo ministro canadese Justin Trudeau hanno promesso di aumentare i controlli alle frontiere.
Annunciando i nuovi accordi sul social Truth il 3 febbraio, Trump ha affermato che le tariffe sui beni canadesi sarebbero state sospese per 30 giorni, così come i dazi sulle importazioni messicane e ha spiegato che durante quell'intervallo la sua amministrazione avrebbe avviato trattative con il Messico e avrebbe perseguito un «accordo economico finale con il Canada».
Nel primo mese di mandato, Trump ha imposto tariffe del 10% sulle importazioni cinesi e ha annunciato un piano per imporre «dazi reciproci» ai partner commerciali. La Cina ha già reagito con dazi mirati sulle importazioni statunitensi, alimentando i timori che una guerra commerciale tra le due superpotenze possa degenerare.
Un timore simile si è sviluppato per quanto riguarda Messico e Canada, che sono tra gli alleati più stretti e i principali partner commerciali degli Stati Uniti. Prima che Trump sospendesse i dazi, sia Trudeau che Sheinbaum avevano annunciato piani per rispondere con tariffe di ritorsione sulle importazioni americane.
La Banca di Corea (BoK) ha abbassato i tassi di 25 punti base al 2,75% alla riunione di febbraio, dopo aver mantenuto il costo del denaro invariato a gennaio. Si tratta della terza riduzione in quattro mesi, in linea con le attese. La decisione ha portato i costi sui prestiti al livello più basso da settembre 2022 grazie ad una stabilizzazione dell'inflazione, all'allentamento del debito delle famiglie e alla debole crescita economica.
La banca centrale ha rivisto le previsioni di crescita per quest'anno all'1,5%, in calo rispetto all'1,9% delle previsioni di novembre a causa dell'impatto dei cambiamenti della politica Usa sui dazi, delle situazioni politiche interne e delle misure di stimolo economico del governo. (riproduzione riservata)