Gli Stati Uniti si preparano a creare una riserva strategica di minerali critici per ridurre la dipendenza dalla Cina. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’amministrazione del presidente Donald Trump è pronta a lanciare Project Vault, un’iniziativa da 12 miliardi di dollari destinata a proteggere le filiere industriali americane dagli shock di offerta su terre rare e metalli strategici.
Il progetto prevede 10 miliardi di finanziamenti a 15 anni dall’Export-Import Bank degli Stati Uniti e 1,67 miliardi di capitale privato, con l’obiettivo di acquistare e stoccare materiali fondamentali come cobalto, gallio, nichel e terre rare, utilizzati in settori chiave quali automotive, tecnologia, aerospazio ed energia. Una sorta di riserva petrolifera strategica, ma dedicata ai minerali.
All’iniziativa hanno già aderito oltre una dozzina di grandi gruppi industriali, tra cui Stellantis, General Motors, Boeing, Corning, GE Vernova e Alphabet (Google). La partecipazione di due delle «Big Three di Detroit» evidenzia l’interesse diretto dell’industria automobilistica globale a mettersi al riparo dalla volatilità dei prezzi e dai rischi geopolitici sulle forniture, in un momento cruciale per la transizione elettrica.
Tre grandi case di trading delle materie prime - Hartree Partners, Traxys North America e Mercuria Energy Group - si occuperanno degli acquisti dei materiali destinati alla scorta. L’annuncio del piano ha già avuto effetti sui mercati: i titoli delle società Usa attive nelle terre rare e nei metalli critici sono balzati nelle contrattazioni pre-market.
Secondo Bloomberg, il consiglio dell’Ex-Im Bank dovrebbe votare nelle prossime ore l’autorizzazione al prestito, che sarebbe il più grande mai concesso dall’istituto. Trump incontrerà anche la ceo di GM Mary Barra e il magnate minerario Robert Friedland, a rappresentare rispettivamente domanda e offerta di minerali critici.
A differenza delle riserve esistenti, oggi dedicate quasi esclusivamente alla difesa, Project Vault sarebbe la prima scorta strategica pensata per il settore civile. Le aziende aderenti potranno indicare una lista di materiali necessari, impegnandosi ad acquistarli a un prezzo prefissato e a ricostituire le scorte nel tempo, riducendo così l’esposizione a improvvisi picchi dei prezzi.
L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di Washington per ridurre la dipendenza dalla Cina, che domina l’estrazione e soprattutto la raffinazione dei minerali critici. Una strategia rafforzata dopo le recenti restrizioni all’export decise da Pechino, che hanno messo in difficoltà diverse filiere industriali occidentali e spinto diversi grandi gruppo a cercare nuove forme di tutela sulle materie prime essenziali. (riproduzione riservata)