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Trump e Bessent mandano la Cina in rosso mentre l’export di Pechino crolla del 64%. Che cosa succede

24 aprile 2025, 07:50 Ultimo aggiornamento: 08:00

Chi farà il primo passo fra Usa e Cina per tagliare i dazi giudicati «equivalenti a un embargo»? Le precisazioni della Casa Bianca il giorno dopo l’apertura verso Pechino mandano in rosso l’Asia e i futures | Azioni, 12 gioielli in saldo a Piazza Affari. Che cosa comprare dopo l’uragano dazi sui mercati

In sintesi:

  • Bessent esclude ogni riduzione unilaterale dei dazi da parte degli Usa.
  • I dazi attuali (145% Usa, 125% Cina) sono considerati «equivalenti a un embargo»
  • Trump ribadisce la linea dura: «Dipende da loro», dice riferendosi alla Cina.
  • Nessuna trattativa commerciale formale in corso; solo contatti operativi.
  • Pechino rifiuta ogni summit prima di progressi concreti a livello tecnico.
  • I ceo di Walmart e Target hanno messo in guardia Trump sugli effetti dei dazi.
  • Le esportazioni dalla Cina agli Usa sono crollate del 64%.
  • Wall Street resta volatile, condizionata da incertezza politica e commerciale.

Asia volatile, giovedì 24 aprile, dopo le precisazioni della Casa Bianca in merito ai dazi sulla Cina. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei sale dello 0,4%, Hong Kong cede l’1,1% e Shanghai viaggia sopra la parità. L’euro guadagna lo 0,2% a 1,1338, mentre i futures sul Nasdaq cedono lo 0,3% dopo un rimbalzo del 2,5% nella sessione precedente.

Nessuna riduzione unilaterale dei dazi, avverte Bessent

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato mercoledì che ogni de-escalation nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina dovrà essere reciproca, respingendo l’ipotesi di una riduzione unilaterale dei dazi da parte del presidente Donald Trump.

«Dovrà esserci una de-escalation da entrambe le parti», ha affermato Bessent, ribadendo quanto già dichiarato in una conferenza il giorno precedente, dove aveva definito la guerra commerciale «insostenibile».

«Dazi equivalenti a un embargo»

Bessent ha definito il livello attuale dei dazi imposti da entrambe le parti «l’equivalente di un embargo». Gli Stati Uniti hanno applicato tariffe del 145% sui beni cinesi, mentre Pechino ha risposto con dazi al 125%.

«Una rottura commerciale tra i due Paesi non è nell’interesse di nessuno», ha sottolineato il Segretario al Tesoro.

Trump: nessuna intenzione di fare concessioni

Alla domanda se gli Stati Uniti intendano fare un'offerta unilaterale per ridurre le tensioni commerciali, Bessent ha risposto: «Assolutamente no». La dichiarazione arriva dopo che il Wall Street Journal aveva ipotizzato che Trump stesse considerando tagli unilaterali ai dazi verso la Cina.

Trump: «Dipende da loro»

Interpellato mercoledì su quando gli Stati Uniti potrebbero ridurre i dazi, Trump ha risposto: «Dipende da loro». Quando gli è stato chiesto se fosse preoccupato per l’impatto dei dazi del 145% sulle piccole imprese americane, il presidente ha replicato: «No. È una tariffa alta, ma non l’ho ancora ridotta. Di fatto significa che la Cina non sta facendo affari con noi… perché è un numero molto alto».

Contatti quotidiani ma nessun dialogo ufficiale

Trump ha affermato che gli Stati Uniti e la Cina sono in contatto «tutti i giorni». Tuttavia, secondo fonti diplomatiche, non si sono in corso veri e propri negoziati commerciali negli ultimi mesi, solo contatti a livello operativo.

Mercati instabili: Wall Street in recupero moderato

Le dichiarazioni di Bessent hanno ridotto parte dei guadagni sui mercati azionari: l’S&P 500 ha chiuso la giornata con un +1,7%, mentre il Nasdaq ha guadagnato il 2,5%. Entrambi gli indici avevano subito forti cali lunedì, dopo le voci su un possibile licenziamento del presidente della Fed, Jerome Powell. Martedì Trump ha rassicurato i mercati affermando di «non avere alcuna intenzione» di sollevare Powell dall’incarico.

Incertezza e incoerenza, un veleno per l’economia

Steven Grey, cio di Grey Value Management, spiega che «l’incertezza e l’incoerenza sono veleno per l’economia. Questa Casa Bianca, contraddicendosi costantemente, condiziona tutti a prendere le dichiarazioni con estrema cautela».

Le trattative restano in stallo

Bessent ha confermato che non sono in corso trattative formali tra Usa e Cina. Pechino considera i dazi imposti da Washington una forma di bullismo economico e non intende cedere. «Entrambe le parti stanno aspettando che l’altra faccia il primo passo», ha detto Bessent.

Xi-Trump: nulla di concreto all’orizzonte

Trump ha espresso il desiderio di negoziare direttamente con il presidente cinese Xi Jinping. Tuttavia, da Pechino è arrivata una risposta chiara: nessuna telefonata, né tanto meno un vertice, potrà aver luogo prima che funzionari di entrambi i Paesi definiscano le basi di un possibile accordo.

Pressioni dal mondo retail: l’allarme di Walmart e Target

Durante un incontro alla Casa Bianca lunedì, i ceo di Walmart e Target hanno avvertito il presidente Trump sugli effetti negativi dei dazi sul commercio al dettaglio.

Crollo delle esportazioni dalla Cina

Secondo Bessent, i dati sulle prenotazioni marittime mostrano un calo del 64% nelle spedizioni container dalla Cina agli Stati Uniti rispetto a due settimane prima. «È al tempo stesso una benedizione e una maledizione che la relazione più forte sia tra Xi e Trump», ha osservato Bessent. «Ma è evidente che ogni percorso di de-escalation non può iniziare al vertice». (riproduzione riservata)



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