In sintesi:
Asia volatile, giovedì 24 aprile, dopo le precisazioni della Casa Bianca in merito ai dazi sulla Cina. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei sale dello 0,4%, Hong Kong cede l’1,1% e Shanghai viaggia sopra la parità. L’euro guadagna lo 0,2% a 1,1338, mentre i futures sul Nasdaq cedono lo 0,3% dopo un rimbalzo del 2,5% nella sessione precedente.
Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato mercoledì che ogni de-escalation nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina dovrà essere reciproca, respingendo l’ipotesi di una riduzione unilaterale dei dazi da parte del presidente Donald Trump.
«Dovrà esserci una de-escalation da entrambe le parti», ha affermato Bessent, ribadendo quanto già dichiarato in una conferenza il giorno precedente, dove aveva definito la guerra commerciale «insostenibile».
Bessent ha definito il livello attuale dei dazi imposti da entrambe le parti «l’equivalente di un embargo». Gli Stati Uniti hanno applicato tariffe del 145% sui beni cinesi, mentre Pechino ha risposto con dazi al 125%.
«Una rottura commerciale tra i due Paesi non è nell’interesse di nessuno», ha sottolineato il Segretario al Tesoro.
Alla domanda se gli Stati Uniti intendano fare un'offerta unilaterale per ridurre le tensioni commerciali, Bessent ha risposto: «Assolutamente no». La dichiarazione arriva dopo che il Wall Street Journal aveva ipotizzato che Trump stesse considerando tagli unilaterali ai dazi verso la Cina.
Interpellato mercoledì su quando gli Stati Uniti potrebbero ridurre i dazi, Trump ha risposto: «Dipende da loro». Quando gli è stato chiesto se fosse preoccupato per l’impatto dei dazi del 145% sulle piccole imprese americane, il presidente ha replicato: «No. È una tariffa alta, ma non l’ho ancora ridotta. Di fatto significa che la Cina non sta facendo affari con noi… perché è un numero molto alto».
Trump ha affermato che gli Stati Uniti e la Cina sono in contatto «tutti i giorni». Tuttavia, secondo fonti diplomatiche, non si sono in corso veri e propri negoziati commerciali negli ultimi mesi, solo contatti a livello operativo.
Le dichiarazioni di Bessent hanno ridotto parte dei guadagni sui mercati azionari: l’S&P 500 ha chiuso la giornata con un +1,7%, mentre il Nasdaq ha guadagnato il 2,5%. Entrambi gli indici avevano subito forti cali lunedì, dopo le voci su un possibile licenziamento del presidente della Fed, Jerome Powell. Martedì Trump ha rassicurato i mercati affermando di «non avere alcuna intenzione» di sollevare Powell dall’incarico.
Steven Grey, cio di Grey Value Management, spiega che «l’incertezza e l’incoerenza sono veleno per l’economia. Questa Casa Bianca, contraddicendosi costantemente, condiziona tutti a prendere le dichiarazioni con estrema cautela».
Bessent ha confermato che non sono in corso trattative formali tra Usa e Cina. Pechino considera i dazi imposti da Washington una forma di bullismo economico e non intende cedere. «Entrambe le parti stanno aspettando che l’altra faccia il primo passo», ha detto Bessent.
Trump ha espresso il desiderio di negoziare direttamente con il presidente cinese Xi Jinping. Tuttavia, da Pechino è arrivata una risposta chiara: nessuna telefonata, né tanto meno un vertice, potrà aver luogo prima che funzionari di entrambi i Paesi definiscano le basi di un possibile accordo.
Durante un incontro alla Casa Bianca lunedì, i ceo di Walmart e Target hanno avvertito il presidente Trump sugli effetti negativi dei dazi sul commercio al dettaglio.
Secondo Bessent, i dati sulle prenotazioni marittime mostrano un calo del 64% nelle spedizioni container dalla Cina agli Stati Uniti rispetto a due settimane prima. «È al tempo stesso una benedizione e una maledizione che la relazione più forte sia tra Xi e Trump», ha osservato Bessent. «Ma è evidente che ogni percorso di de-escalation non può iniziare al vertice». (riproduzione riservata)