Stop al procedimento milanese che vede la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, imputata per una presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps in relazione a un utilizzo irregolare della cassa integrazione durante l’emergenza Covid. Lo ha stabilito gup Tiziana Gueli che ha accolto la richiesta degli avvocati Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, difensori della senatrice di FdI, di sospendere il procedimento (attualmente in fase di udienza preliminare) in attesa della pronuncia della Consulta sul conflitto di attribuzione sollevato dall’aula del Senato.
Il procedimento a carico di Santanchè, sotto accusa insieme al compagno Dimitri Kunz e alle società Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria, resterà dunque congelato almeno fino al 20 febbraio prossimo, data della prossima udienza fissata dal gup. Se entro quella data non sarà arrivata la decisione della Corte Costituzionale, il processo a carico di Santanchè sarà ancora rinviato.
Il nodo giuridico riguarda l’utilizzibilità di intercettazioni telefoniche, chat e mail tra Santanchè ed Eugenio Moschini, ex direttore di Pc Professionale, rivista edita dal gruppo Visibilia. Tutto materiale che, secondo i difensori della ministra del Turismo, non possono essere utilizzate in assenza di una richiesta della procura di autorizzazione a procedere da parte del Parlamento.
Con lo stop al procedimento per truffa aggravata all’Inps la giudice Tiziana Gueli ha sospeso anche il decorrere della prescrizione (che scatterà a metà 2027).
Anche se la data del 20 febbraio, fissata per ora dalla gup per il proseguimento del procedimento, è comunque solo interlocutoria per verificare lo stato del conflitto di attribuzione pendente davanti alla Corte Costituzionale, ossia se sarà arrivato materialmente il ricorso alla Consulta dopo il voto del Senato, se ci sarà stata la costituzione della Procura di Milano, parte in causa, e semmai se già sarà arrivata una decisione. Cosa difficile, visto che i tempi di queste pronunce variano da 7-8 mesi fino ad un anno.
La mossa dei legali di Santanchè, dunque, ha portato per ora a un congelamento del procedimento per mesi, a cui si erano opposti i pm Marina Gravina e Luigi Luzi.
È stata la stessa aula del Senato, nella seduta del 24 settembre scorso, ad dare il via libera alla proposta di aprile davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzione con la procura di Milano sull’utilizzabilità di quegli atti di indagine. Da qui la richiesta della difesa Santanchè di sospendere il procedimento in attesa della decisione della Corte Costituzionale.
Secondo i pm Luigi Luzi e Marina Gravina, invece, quelle conversazioni possono essere utilizzate perché non si tratta di intercettazioni disposte dalla procura, ma di mail e chat depositate nel fascicolo da parte di ex dipendenti di Visibilia. «La complessiva valutazione degli elementi acquisiti nel corso delle indagini e sottoposti alla valutazione del gup» può «condurre al rinvio a giudizio degli imputati», scrivono in una memoria, depositata nell’udienza preliminare.Il giudice ha accolto la richiesta della difesa.
La Procura si è opposta anche alla richiesta di sospensione del procedimento, perché il conflitto di attribuzione non è stato sollevato dall'autorità giudiziaria come nel "caso Open”, ma dal Senato. E quando non fu aperto dalla magistratura ma dal Parlamento, come nella vicenda ‘trattativa Stato-mafia’, non ci fu alcuno stop.
Il procedimento a carico di Santanchè e il decorrere della prescrizione resteranno congelati fino alla pronuncia della Corte Costituzionale. (riproduzione riservata)