La stagione delle trimestrali negli Stati Uniti relativa al secondo trimestre del 2024 si è conclusa con utili in crescita del 14% rispetto all’8% stimato a inizio reportistica e con sorprese positive nell’80,3%. Le aziende statunitensi continuano a trarre vantaggio dalle politiche di efficientamento dei costi e per la prima volta dopo parecchi trimestri molteplici settori hanno contribuito alla crescita, riducendo la predominanza del tecnologico, senza il quale l’aumento degli utili sarebbe stato del 12,4%, mentre escludendo i settori energetico e finanziario, avrebbe raggiunto, rispettivamente, il 14,8% e il 12,8%. Il settore bancario ha registrato un incremento dell’8%, sorprendendo decisamente al rialzo il consenso che stimava a inizio reportistica un calo del 9%.
Oggi, 11 ottobre, il colosso bancario JP Morgan ha riportato risultati nel terzo trimestre che hanno superato le attese degli analisti sia per quanto riguarda gli utili sia i ricavi. La banca ha registrato utili per 12,9 miliardi di dollari o 4,37 dollari ad azione, in lieve calo rispetto ai 13,15 miliardi o 4,33 dollari ad azione di un anno fa, ma al di sopra dei 4,01 dollari attesi dal consenso, mentre i ricavi hanno raggiunto quota 43,32 miliardi rispetto ai 41,63 miliardi previsti.
Per i prossimi trimestri il consenso stima un aumento degli utili del 5,1% nel terzo e dell’10,9% nel quarto. Per l'intero 2024 prevede una crescita degli utili del 9,5%, poco variata rispetto alla precedente e ancora una volta guidata dai semiconduttori e dal comparto tecnologico, a cui si aggiungono media, assicurativi, servizi finanziari, retail e utility. In particolare, è previsto un marginale calo per i titoli value (-1,7%) e una variazione del 27,8% per i titoli growth.
La stagione delle trimestrali è tipicamente un’occasione di acquisti sull’azionario. Ma con l’indice S&P 500 in rialzo del 20% circa da inizio anno le valutazioni delle società che lo compongono appaiono tirate e, con le prossime trimestrali, si potrebbe rendere evidente una disconnessione fra queste valutazioni elevate e gli utili attesi, avverte Giacomo Calef, country head Italia di NS Partners. «Riteniamo, infatti, che le valutazioni dell’S&P 500 siano oggi troppo ottimistiche, al di sopra delle medie di breve, medio e lungo periodo. E crediamo che le ultime notizie positive: banche centrali, Cina, AI tengano alte le valutazioni, ma nel lungo periodo torneranno alla media», spiega Calef, le cui osservazioni riguardano l’intero indice S&P 500, dove il peso del settore tech è aumentato. Ad esempio, nel caso di Nvidia l’ultima pubblicazione degli utili ad agosto è stata positiva, ma non così tanto come si attendeva il mercato e il titolo è sceso. E questo è accaduto per altri titoli del settore tech.
Quindi, Calef si chiede a che punto della stagione delle trimestrali potrebbe partire la correzione e di che entità potrebbe essere. «Considerando l'importante peso delle big tech sul mercato azionario americano, i giorni in cui pubblicano i loro risultati potrebbero essere particolarmente significativi. Se dovesse verificarsi una correzione, non ci aspettiamo che sia particolarmente rilevante», prevede il country head Italia di NS Partners. Sarà un evento temporaneo che verrà recuperato con il classico rally di fine anno o il classico rally di fine anno è rischio? «Difficile da prevedere l’orizzonte temporale di una discesa e del successivo rimbalzo. Però possiamo guardare i dati e assumere, ragionevolmente, che le valutazioni di mercato prima o poi torneranno alla media. E con un mercato così polarizzato come quello attuale, bastano pochi titoli a portare giù gli indici», precisa l’esperto. In ogni caso, «a parità delle condizioni attuali, l'S&P 500 potrebbe ottenere risultati simili a quelli dello stesso indice con una ponderazione equa dei titoli (S&P 500 Equal Weight Index) o leggermente inferiori e quindi il S&P 500 potrebbe chiudere il 2024 in linea o sotto la sua versione equal-weight».
Calef analizza anche i settori che dovrebbero performare bene nella prossima stagione dei conti trimestrali. Ci sono molte incertezze, nulla di sorprendente, considerando che il driver principale delle performance azionarie è rappresentato dalla crescita dei profitti. Da questo punto di vista, grazie a un’economia che sta rallentando, senza, però, andare in recessione, «le prospettive dovrebbero essere positive. Nell’IT i ricavi crescono rapidamente e in generale sia settori ciclici che meno ciclici stanno mantenendo una buona redditività, come nel caso dell'industriale, dei beni di prima necessità e dei consumi discrezionali, tra gli altri», indica a milanofinanza.it Calef. «La nota dolente è piuttosto legata ai multipli, che in questo momento storico sono superiori alle medie di breve e lungo periodo. Guardando ai dati, osserviamo come gli indici ponderati per la capitalizzazione di mercato negli Stati Uniti e a livello globale siano molto cari, quindi il rialzo azionario dovrebbe essere sostenuto dalla crescita dei profitti e non dall'espansione dei multipli, come accaduto negli ultimi 18 mesi. Escludendo shock esogeni, imprevedibili per loro natura, questa valutazione elevata rappresenta, a nostro avviso, il maggior rischio per le azioni oggi, poiché, altrimenti, le aziende in generale sono sane e l'appetito degli investitori è ancora orientato verso l’azionario».
Il secondo grande rischio è una recrudescenza dell'inflazione che metterebbe in discussione la posizione più accomodante che stanno assumendo le banche centrali. «I mercati azionari globali potrebbero salire ancora sia per la fine del 2024 sia per il 2025, ma probabilmente non ci saranno performance a doppia cifra», aggiunge Calef. Detto questo, «osserviamo che, in termini di valutazioni di mercato, alcuni settori risultano decisamente più cari rispetto ad altri. Ad esempio, le aspettative per molti titoli nei settori dei communication services e dell’information technology sono particolarmente elevate e, anche con risultati finanziari positivi, i mercati potrebbero reagire con nervosismo. Al contrario, riteniamo opportuno non sottopesare settori come il farmaceutico, i beni di prima necessità e l'energia, poiché offrono aziende di qualità e valutazioni più interessanti», suggerisce l’esperto. (riproduzione riservata)