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Trimestrali in Europa: chi vince e chi perde. Le 3 azioni più convenienti per Barclays
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Trimestrali in Europa: chi vince e chi perde. Le 3 azioni più convenienti per Barclays

15 ottobre 2025, 13:23 Ultimo aggiornamento: 13:27

I tagli alle stime del terzo trimestre del 2025 lasciano spazio per sorprese positive, secondo Barclays, che però avverte: la rivalutazione dei multipli p/e mette le stime di crescita a doppia cifra degli utili per il 2026 con le spalle al muro. I settori migliori

La stagione delle trimestrali è partita anche in Europa. Gli utili rimangono un punto di supporto chiave per le azioni europee contro le tensioni geopolitiche. I tagli alle stime del terzo trimestre del 2025 lasciano spazio per sorprese positive, secondo Emmanuel Cau, strategist di Barclays, che però avverte: la rivalutazione dei multipli prezzo/utile (p/e) riduce il margine di sicurezza e mette le stime di crescita a doppia cifra degli utili per azione (eps) per il 2026 con le spalle al muro.

Probabili sorprese positive dalle trimestrali

Attualmente, il consenso si aspetta che la crescita degli eps su base annua scenda all’8% negli Stati Uniti (4,5% escluse le azioni tecnologiche) e allo 0% in Europa. Questo nonostante gli indici Pmi siano sui livelli migliori dal secondo trimestre del 2024 e il pil Usa corra verso il 4% (nel secondo trimestre l’economia americana ha mostrato un’accelerazione significativa del 3,8% su base annua).

Al contempo i cambi valutari dovrebbe pesare ancora sull’Europa, ma probabilmente meno rispetto al secondo trimestre di quest’anno, precisa Cau. «Quindi, a nostro avviso, c’è spazio per sorprese positive, ma non senza dispersione, con i mercati ai massimi e ancora molta polarizzazione tra vincitori e perdenti». Naturalmente tutti i commenti sull’impatto dei dazi statunitensi, sulla monetizzazione/rivoluzione dell’AI e sulla fiducia dei consumatori saranno attentamente monitorati.

La rivalutazione dei multipli p/e lascia poco spazio di manovra per le stime 2026

La maggior parte del rialzo azionario da inizio anno proviene dalla rivalutazione dei multipli p/e, più estesa negli Stati Uniti, a 23x, ma supportata anche dal momentum più positivo sugli eps. «Il p/e in Europa è più basso a 14x, ma con le stime di crescita degli eps 2025 tagliate a 0% e le revisioni ancora negative», precisa Cau.

Le aspettative per il 2026 sono più alte, al 12%, data la più facile base di confronto. «Se queste stime fossero confermate, potrebbero portare a un’ulteriore rivalutazione dei multipli p/e dell’Europa, che appare conveniente rispetto ad altre aree», prevede lo strategist di Barclays che si aspetta una crescita degli utili per azione per il 2025 dell’8%, sebbene inferiore alla stima del consenso.

Attesa una maggior dispersione tra i ciclici

I titoli ciclici europei hanno sovraperformato i difensivi dell’8% dai minimi post-Liberation Day. «La crescita degli utili per azione nel 2025 dovrebbe provenire principalmente dai difensivi e dai finanziari, mentre i ciclici subiscono un freno dai settori discrezionali e dei materiali di base», sottolinea l’esperto di Barclays che, invece, per il 2026 si aspetta che i ciclici guidino il recupero degli utili, ma riconosce che questo è in gran parte già riflesso nelle loro valutazioni.

La dispersione, ovvero la differenza tra vincitori e perdenti, probabilmente resterà alta, e Cau vede ancora un certo potenziale di recupero per gli esportatori e alcuni ciclici in ritardo, come i titoli del settore del lusso.

Chi vincerà e perderà con le trimestrali

Finanziari diversificati, tempo libero, software, beni di prima necessità, healthcare, business services sono tutti settori che hanno sottoperformato maggiormente a livello di utili, quindi potrebbero riprendersi se i numeri del terzo trimestre confermassero le attese. In generale, «il movimento medio implicito degli utili attualmente è del 4,5%, vicino ai massimi biennali e superiore ai movimenti realizzati nei trimestri recenti», osserva Cau.

Nello specifico, i movimenti impliciti sono più elevati per i settori industriale, dei beni non essenziali e finanziario, mentre per tech, tlc e immobiliare risultano relativamente contenuti. «I nostri analisti sono più rialzisti sugli utili dei settori finanziari diversificati, servizi oil, banche, assicurazioni, immobiliare, software, utilities, mining, difesa, business services, lusso e medtech. Più cauti su quelli di materiali da costruzione, capital goods, trasporti, auto, paper & packaging e beverage», aggiunge l’esperto di Barclays.

Più in dettaglio tra le società quotate sull’indice Stoxx Europe 600, a far la parte del leone nel terzo trimestre del 2025 con una crescita anno su anno degli utili per azione del 4,3%, dell’1,1% e dello 0,4% saranno, rispettivamente, gli industriali, i tecnologici e i finanziari. Maglia nera con un -9,9% le utilities, seguite con un -5,2% dalle banche, con un -4,6% dagli energetici, con un -3,8% dai consumi non essenziali e con un -3,6% dai materiali di base.

Un occhio, infine, al monitoraggio della volatilità degli utili il quale evidenzia Abb, Seb e Handelsbanken come le azioni più convenienti, mentre Orange, Heineken e Akzo Nobel appaiono relativamente più costose. (riproduzione riservata)



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