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Trimestrali, cosa insegnano le banche americane a quelle europee. L’analisi di JP Morgan

15 ottobre 2024, 14:13 Ultimo aggiornamento: 17:10

Goldman Sachs, Bank of America e Citi battono le attese, anche se le ultime due si devono arrendere a un utile in calo. JP Morgan si sofferma sulla forza generalizzata dei ricavi delle attività di investment banking, ecco le sue top picks in Europa in vista dei conti

Goldman Sachs, Bank of America e Citi battono le attese, anche se le ultime due si devono arrendere a un utile in calo. La prima, a fronte di ricavi pari a 12,7 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2024, sopra le stime degli analisti di 11,8 miliardi, ha registrato un aumento dell’utile netto del 45% a 2,99 miliardi di dollari, o 8,40 dollari per azione, rispetto ai 2,06 miliardi (5,47 dollari per azione) dello stesso periodo dell'anno precedente. Merito di una ripresa delle operazioni straordinarie, di un confronto più facile rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, quando ha subito svalutazioni consistenti nei settore consumer e immobiliare, e del buon andamento dell'investment banking che ha visto le commissioni aumentare del 20% a 1,87 miliardi di dollari. «La nostra performance dimostra la forza del nostro franchising di livello mondiale in un ambiente operativo in miglioramento», ha commentato il ceo, David Solomon. Così il titolo di Goldman Sachs sale dell’1,11% a 13,63 dollari a Wall Street.

BofA e Citi vedono scendere l’utile

Ha superato le attese degli analisti anche l’utile netto di BofA, pur in calo anno su anno. Nel terzo trimestre si è attestato a 6,9 miliardi, ovvero 0,81 dollari per azione, dai 7,8 miliardi (0,90 dollari per azione) dello stesso periodo del 2023. In leggero aumento, invece, i ricavi, pari a 25,3 miliardi (da 25,2 miliardi, 25,25 miliardi la stima degli analisti) con un margine di interesse pari a 14 miliardi che, come ha sottolineato il presidente e ceo, Brian Moynihan, «è migliorato dal secondo trimestre, beneficiando della crescita a due cifre nell'investment banking e asset management, oltre che dei ricavi da trading». Da segnalare anche il coefficiente patrimoniale Cet1 elevato, pari all'11,8%, l'1,12% sopra il minimo richiesto dalla regolamentazione in vigore a inizio ottobre. Il titolo di BofA sale dell’1,57% a 42,57 dollari a Wall Street.

Stesso trend per l’utile di Citigroup, sceso del 9% nel terzo trimestre, a causa di maggiori accantonamenti, a 3,2 miliardi di dollari, o 1,51 dollari per azione, rispetto ai 3,5 miliardi (1,63 dollari per azione) dello stesso periodo di un anno fa. Gli analisti si aspettavano un utile più basso a 2,55 miliardi (1,31 dollari per azione). Viceversa, i ricavi sono aumentati dell'1% a 20,3 miliardi, oltre le attese degli analisti a 19,8 miliardi, trainati da quelli dell’investment banking, pari a 934 milioni, ma anche da quelli dei servizi (+8% a 5 miliardi) e da quelli da trading (+32% a 1,2 miliardi). A Wall Street, tuttavia, il titolo perde l’1,26% a 65,20 dollari.

Cosa insegnano le banche americane a quelle europee

Guardando ai trend delle banche statunitensi, comprese JP Morgan e Wells Fargo, la principale lezione dalla stagione dei risultati del terzo trimestre, osserva Kian Abouhossein, analista di JP Morgan, è la forza generalizzata dei ricavi delle attività di investment banking, un trend particolarmente favorevole per le banche europee, soprattutto per Ubs. Inoltre, nell’ambito del fixed income, currencies and commodities JP Morgan ha indicato un'ottima performance in valute e mercati emergenti. «Prevediamo che le banche europee come Deutsche Bank e Barclays affronteranno confronti anno su anno più facili rispetto ai competitor statunitensi. Per quanto riguarda il margine di interesse netto, ormai l'attenzione si è spostata verso le previsioni per il 2025 con JP Morgan che ha indicato un minimo a metà del 2025, mentre Well Fargo ha segnalato che il margine di interesse è vicino al punto minimo, sebbene sarà influenzato da una serie di fattori, tra cui il ritmo dei tagli dei tassi da parte della Fed e la composizione dei depositi», precisa Abouhossein.

Riguardo il beta dei depositi, le banche statunitensi hanno indicato che gli sviluppi finora sono stati in linea con le aspettative poiché i tassi hanno iniziato la loro discesa. «In Europa stimiamo un beta dei depositi del 35%. Le prospettive sulla crescita dei prestiti da parte delle banche statunitensi rimangono generalmente piatte, con poche eccezioni come le carte di credito. Quindi, ci aspettiamo una crescita limitata dei prestiti in Europa: +1% la nostra stima nel 2024. Inoltre, le banche statunitensi non hanno evidenziato alcun particolare peggioramento della qualità del credito, in linea con le nostre aspettative per le banche europee. Infine, per quanto riguarda i costi, ci aspettiamo che le banche europee mostrino un miglioramento maggiore con una crescita media annua dei costi del 2% tra il 2024 e il 2026 e ci aspettiamo che le nostre top picks, ovvero Deutsche Bank e Barclays, mostrino una crescita dei costi sostanzialmente piatta nel periodo 2024-2026», indica l’esperto di JP Morgan. 

Le top picks in Europa di JP Morgan in vista dei conti

Il portafoglio top picks delle banche europee di JP Morgan riflette una preferenza per un'esposizione alle banche che hanno ricavi non legati al margine di interesse superiore alla media del settore, con una crescita del risultato operativo lordo superiore alla media del settore: Ubs, Barclays, Deutsche Bank al 21%/9%/7% all’anno nel periodo 2024-2026, rispettivamente, contro una media del settore dello 0%. Ma anche una preferenza per quelle banche che possono offrire un potenziale rialzo del margine di interesse rispetto alle aspettative del consenso, quindi le italiane Unicredit e Intesa Sanpaolo che offrono anche i rendimenti totali più elevati nel settore, rispettivamente al 15,1%/11,6% annui in media (10,1% il comparto). Per quanto riguarda le attività di investment banking, «preferiamo le banche europee, ovvero Deutsche Bank, Ubs e Barclays rispetto a quelle statunitensi», conclude l’analista di JP Morgan.

(riproduzione riservata)



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