La stagione delle trimestrali di Wall Street si è aperta con i colossi della finanza che hanno superato le attese, trainati dal trading e dal rilancio dell’investment banking. E, in assenza di molti dati macroeconomici bloccati dallo shutdown, i loro conti possono offrire un prezioso indicatore della salute dei consumatori americani.
JPMorgan Chase, la più grande banca americana, ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 14,39 miliardi di dollari, in crescita del 12% su base annua, e un utile per azione di 5,07 dollari, sopra i 4,84 attesi.
I ricavi sono aumentati del 9% a 47,12 miliardi, spinti da risultati record nel trading: 8,9 miliardi di dollari, il miglior terzo trimestre di sempre, e da solide performance nell’investment banking, che ha generato commissioni per 2,6 miliardi. Nonostante i numeri brillanti, il ceo Jamie Dimon ha usato cautela nel commento, segnalando un aumento del 9% degli accantonamenti per perdite su crediti, saliti a 3,4 miliardi.
Una decisione che riflette la volontà della banca di prepararsi a un possibile peggioramento della qualità del credito nei prossimi trimestri, in un contesto di crescente incertezza economica. L’azione ha aperto in netto calo per poi scambiare intorno a -1% a metà seduta.
Citigroup ha sorpreso con un utile per azione di 2,24 dollari, ben oltre gli 1,90 attesi, e ricavi per 22,09 miliardi, in aumento del 9%. Tutte le divisioni hanno toccato livelli record: i servizi sono saliti del 7%, il banking del 34% e i mercati del 15%.
Il gruppo è inoltre impegnato nella vendita di una quota del 25% della controllata messicana Banamex, operazione che ha pesato sui costi ma non ha frenato la crescita dei profitti, saliti del 15% a 3,8 miliardi. Alle 19 italiane, i titoli della banca salivano del 3,7%.
Anche Goldman Sachs ha battuto le attese, spinta dalla ripresa dell’investment banking e dal buon andamento del trading. L’utile per azione è balzato a 12,25 dollari, sopra gli 11 previsti, con ricavi in crescita del 20% a 15,18 miliardi. Le commissioni di investment banking sono schizzate del 42% a 2,66 miliardi.
Guardando ai desk di trading, quello obbligazionario ha messo a segno un +17%, mentre l’azionario è cresciuto del 7%. L’istituto ha inoltre annunciato l’acquisizione della società di venture capital Industry Ventures, con 7 miliardi di dollari di asset, per rafforzare la divisione di gestione patrimoniale. Il titolo scambiava a -2% a metà seduta.
Utile netto in salita a 5,59 miliardi per Wells Fargo, che si traduce in 1,66 dollari per azione, oltre gli 1,55 previsti.
I ricavi si sono attestati a 21,44 miliardi, mentre il margine di interesse è aumentato del 2% a 11,95 miliardi. Il gruppo di San Francisco ha anche alzato le previsioni di redditività per l’anno, segnale di fiducia nella tenuta del suo business retail e ipotecario. L’azione ha reagiato molto positivamente alla trimestrale e, alle 19 italiane, saliva del 6,7%.
Bene anche BlackRock, il colosso della gestione patrimoniale, che ha riportato un utile per azione di 11,55 dollari (escludendo voci straordinarie), sopra gli 11,24 stimati. Con il patrimonio gestito ha raggiunto il record di 13.464 miliardi di dollari, in crescita del 17% su base annua. A metà seduta le azioni segnavano un +0,8%. (riproduzione riservata)