Trevi raggiunge con un anno di anticipo gli obiettivi 2025 e a Piazza Affari strappa in chiusura un +11,34% a 0,265 euro. L'azienda specializzata nelle fondazioni speciali e consolidamenti di terreni ha archiviato il bilancio 2024 con ricavi in aumento dell’11,5% a 663,3 milioni di euro con ordini acquisiti pari a 605,4 milioni e un portafoglio lavori pari a 700,9 milioni.
Tra i lavori acquisiti della divisione Trevi nel 2024 ci sono gli ulteriori ordini per il mega progetto di Neom-The Line in Arabia Saudita, la messa in sicurezza alla discarica di Malagrotta a Roma, il terminal container Montesyndial a Venezia, il progetto S.O.C.T. in Ohio, Usa. Ma alcuni importanti cantieri, i cui contratti erano già stati acquisiti dalla divisione a inizio anno, hanno subito ritardi nella partenza nel corso del primo semestre: così è stato per il cantiere di Neom-The Line, in Arabia Saudita, il progetto Mid Barataria Sediment Diversion (MBSD) a New Orleans e per il progetto Bua relativo alla costruzione di un Terminal portuale in Nigeria.
Mentre alcuni cantieri nelle Filippine hanno subito dei fermi importanti a causa di difficoltà procedurali e alla mancanza di consegna delle aree di lavoro da parte dei contractors. «Il buon andamento di altre commesse della divisione la partenza dei contratti inizialmente in ritardo ha comunque consentito di recuperare e migliorare i risultati complessivi dell’anno, in particolare nell’ultimo trimestre», si legge nel comunicato del gruppo. «L’effetto dei ritardi nella partenza di alcuni progetti, per ragioni al di fuori dal nostro controllo, è stato ampiamente riequilibrato in questa seconda parte dell’anno dove abbiamo registrato performance assolutamente in linea, se non superiori, rispetto ai target stabiliti nel piano industriale», ha sottolineato l’ad, Giuseppe Caselli.
Anche l’ebitda ricorrente è cresciuto a due cifre (+12,2%) a 83,6 milioni, mentre quello reported è stato pari a 81,7 milioni (+13,1% rispetto al 2023). L’utile, però, si è contratto a 5,5 milioni rispetto ai 25,9 milioni del 2023, mentre l’utile di pertinenza del gruppo è sceso a 1,5 milioni dai 19,1 milioni del 2023, inclusi i benefici della ristrutturazione finanziaria e dell’aumento di capitale. Nota positiva l’indebitamento finanziario netto, migliorato a 198,9 milioni (202,0 milioni a fine 2023).
«Per il terzo anno consecutivo il gruppo Trevi centra così gli obiettivi economico-finanziari fissati nel piano industriale», ha sottolineato Caselli, precisando che l’azienda ha lavorato adottando un approccio selettivo dei progetti oggetto di gara, focalizzandosi sulla generazione di valore rispetto ai volumi unitamente al miglioramento delle performance operative. «Inoltre, abbiamo ottimizzato la struttura organizzativa, favorito la transizione digitale, promosso una cultura aziendale che operi per obiettivi in modo sostenibile. Seppur positivi», ha concluso, «siamo perfettamente consapevoli che questo step rappresenta solo un nuovo punto di partenza».
Trevi ha aggiornato il piano industriale presentato a dicembre 2023, estendendolo di un anno fino al 2028 (in precedenza i target erano al 2027). Con riferimento all’esercizio 2025, la società ha previsto ricavi tra 670 e 690 milioni, un ebitda ricorrente tra 80-90 milioni e una posizione finanziaria netta tra 182 e 194 milioni. Invece, al 2028 conta di raggiungere ricavi superiori a 730 milioni (716 milioni il target al 2027), un ebitda oltre 100 milioni (96 milioni il target al 2027) e un indebitamento finanziario netto inferiore a 140 milioni (129 milioni il target al 2027) con un leverage ratio (indebitamento netto/ebitda ricorrente) di circa 1,4 (da 2,5 del 2024).
Per Equita i risultati operativi di Trevi sono migliori delle attese grazie al pieno recupero nel secondo semestre dello scorso anno della divisione Trevi (fondazioni) che ha registrato un fatturato in crescita del 15% (+6% atteso), mentre la divisione Soilmec (macchinari per le fondazioni) è risultata essere sotto le attese con una contrazione del fatturato del 5% (+5% atteso).
Invece, la raccolta ordini è risultata più bassa del previsto, mentre la guidance 2025 non è lontana dalle stime della Sim che si attende ricavi a 688 milioni, un ebitda adjusted a 86 milioni con margini sostanzialmente flat e un debito netto a 181 milioni. Quanto ai target al 2028, osserva Equita, implicano un tasso medio annuo di crescita (cagr) del fatturato del 2,5% nel periodo 2024-2028 del fatturato e un cagr del 4,5% per l’ebitda adjusted.
Equita non copre l’azione con un rating, mentre Alantra ha confermato una raccomandazione buy e un target price a 0,45 euro post conti, osservando che Trevi ha registrato un forte rimbalzo nella seconda metà del 2024, «con ricavi e un ebitda ricorrente superiori alle nostre aspettative, rispettivamente, del 12% e del 14%, compensando pienamente il lento inizio dovuto ai ritardi nei progetti. Le performance dell'intero 2024 non solo hanno superato le nostre stime, ma hanno anche superato gli obiettivi delineati nel piano industriale, evidenziando un miglioramento nell'esecuzione e nella leva operativa».
Al contempo, prosegue Alantra, «la ripresa della divisione Trevi, che ora rappresenta il 79% dei ricavi, è stata il principale motore di crescita. L'aggiornamento del piano fino al 2028 conferma una traiettoria di miglioramento progressivo, con le previsioni per il 2025 che indicano un'ulteriore crescita e un'espansione della redditività, leggermente superiori alle nostre attuali previsioni. Il portafoglio ordini rimane solido a 723 milioni di euro, offrendo una buona visibilità sul 2025. La leva finanziaria netta è migliorata a 2,4, rafforzando la posizione finanziaria del gruppo dopo la ristrutturazione». (riproduzione riservata)