Mentre la maggior parte delle economie sembra destinata a entrare in recessione, la Cina sta dimostrando resilienza. Secondo Nicholas Yeo, responsabile dell'azionariato asiatico di Abrdn, le azioni del Paese del Dragone sono scambiate a sconto rispetto ai loro valori storici e agli altri mercati, in particolare di Wall Street. Inoltre, sebbene l'economia cinese stia rallentando rispetto allo scorso anno - per il 2022 gli economisti di Abrdn prevedono una crescita del 2,8% contro il +8,1% del 2021 -, gli esperti ritengono che i venti contrari si stiano dissipando e affermano che, adottando un approccio d'investimento selettivo, ci siano motivi sufficienti per essere relativamente ottimisti sulle prospettive delle azioni cinesi.
1) Maggiore tolleranza nella politica zero Covid. In passato la politica di tolleranza zero verso il Covid in Cina ha permesso di ridurre il numero di nuovi casi in modo significativo. Adesso il Paese sembra intraprendere una nuova fase con misure di lockdown più mirate e meno severe. Anche dal punto di vista normativo nazionale ci sono stati chiari segnali di un certo allentamento delle pressioni. Lo scorso giugno, ad esempio, la piattaforma di streaming, Manbang, e il servizio di recruitment online, Boss Zhipin, hanno annunciato l'aumento dei clienti.
2) Un contesto monetario e fiscale più favorevole. Se confrontato con il contesto monetario e fiscale globale, quello cinese appare relativamente più favorevole. L'inflazione non desta preoccupazioni (ad agosto era al 2,5%). E in assenza di pressioni legate ai prezzi, la Banca Popolare Cinese è libera di sostenere la ripresa abbassando i tassi di interesse, offrendo nuovo credito e riducendo la quantità di moneta di cui le banche hanno bisogno come riserve. Anche sul fronte fiscale non mancano notizie positive. Per gli economisti di Abrdn, la spesa per le infrastrutture potrebbe ricevere una spinta significativa dagli sforzi per anticipare l'emissione di titoli di Stato locali.
3) Valutazioni delle azioni cinesi a sconto. Un'ultima riflessione è sulla valutazione delle azioni cinesi. Il rapporto prezzo/utile (p/e) dell'Msci China Index, pari a 10,8 volte, è nettamente inferiore rispetto al 17,1 dell'Msci Us Index e al 14,6 dell'Msci All Countries World Index.
Ci sono però rischi. Tirando le somme, gli esperti credono che le restrizioni Covid più selettive, l'allentamento delle pressioni normative, una politica monetaria e fiscale relativamente più accomodante e le valutazioni relativamente poco costose siano motivi sufficienti per essere ottimisti sulle prospettive delle azioni cinesi. Tuttavia ricordano che l'ottimismo deve essere mitigato con un'adeguata valutazione dei rischi. In primis, la politica zero Covid non è stata ancora abbandonata del tutto e resta viva la possibilità di nuovi lockdown. Ancora, il settore immobiliare, che nel Paese rappresenta circa il 25-30% del pil, rimane vulnerabile al flusso di notizie negative. Gli esperti consigliano quindi una strategia di investimento selettiva, che favorisca le società cinesi con fondamentali interessanti, una bassa esposizione a fattori di rischio macroeconomici e le valutazioni convenienti. (riproduzione riservata)