Toyota in grande spolvero alla borsa di Tokyo dove martedì 6 febbraio ha chiuso gli scambi con un +4,8% in scia all’aumento delle previsioni di utili per l’intero anno fiscale, dopo che nel trimestre tra ottobre e dicembre i profitti sono quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente: l’obiettivo che si è data è di chiudere il bilancio annuale a marzo con 30 miliardi di dollari di utili.
La casa giapponese ha comunicato che l’utile di quello che è il suo terzo trimestre dell’anno fiscale è ammontato a 1,36 trilioni di yen, ovvero 9 miliardi di dollari, ed è quasi doppio rispetto ai 727,9 miliardi di yen dello stesso periodo nel 2022. Un dato che è il risultato delle forti vendite, aumentate del 23% a 12,04 trilioni di yen (81 miliardi di dollari) in tutte le regioni, mentre la crisi determinata dalla carenza globale di semiconduttori si allenta. Nei primi nove mesi dell’anno fiscale Toyota ha riportato un profitto di 3,9 trilioni di yen (26 miliardi di dollari) e in questo caso è più del doppio rispetto a quanto ottenuto nell’anno fiscale precedente. Anche un tasso di cambio favorevole ha aiutato il colosso giapponese: uno yen debole aumenta il valore degli utili all’estero quando vengono convertiti.
Di fronte a questi numeri Toyota, che concentra la maggior parte delle sue vendite sulle auto ibride mentre la percentuale di elettriche vendute è ancora attorno all’1% del totale, ha così alzato la previsione degli utili per l’intero anno fiscale a 4,5 trilioni di yen, ovvero 30 miliardi di dollari, rispetto a una previsione precedente di 3,95 trilioni di yen (27 miliardi di dollari). La casa giapponese aveva dichiarato 2,45 trilioni di yen di profitto nell’anno terminato a marzo 2023. Toyota ha però anche alzato la sua proiezione di vendite annue a 43,5 trilioni di yen (294 miliardi di dollari), rispetto a una stima precedente di 43 trilioni di yen (290 miliardi di dollari). Tagli ai costi, sforzi di marketing e gli effetti del cambio valuta sono i motivi della revisione delle previsioni, ha detto Toyota che non ha però alzato la previsione di vendite di veicoli per l’intero anno fiscale, ma l’ha invece ridotta a 9,45 milioni di veicoli.
I numeri sono ottimi, ma Toyota resta comunque alle prese con uno scandalo che ha qualche conseguenza sul lato produttivo. La produzione è stata infatti recentemente sospesa presso la controllata Daihatsu, che produce modelli di piccole dimensioni, su ordine del governo giapponese. Ciò è avvenuto dopo che il produttore automobilistico ha ammesso di aver falsificato i test di sicurezza per decenni. Non sono stati segnalati incidenti gravi legati alla frode, ma ora i test dovranno essere rieseguiti correttamente. Daihatsu si è scusata e ha promesso riforme radicali della sua cultura aziendale e in ogni caso l’impatto sulle vendite e sui profitti di Toyota sarà relativamente limitato perché la sussidiaria rappresenta una piccola frazione delle enormi vendite e produzione globali di Toyota. Lo scandalo è però un duro colpo per l’immagine dell’intero marchio Toyota, anche perché irregolarità simili hanno coinvolto anche altre società del gruppo come Hino e Toyota Industries. (riproduzione riservata)