Il settore delle telecomunicazioni è al centro delle discussioni in Europa, che sta cercando di capire come incentivare il consolidamento del mercato. In attesa di movimenti straordinari, per chi volesse investirci, Ubs ha avviato un modello alternativo chiamato Holt per valutare i titoli europei.
L’analisi non si basa sui tradizionali dati contabili, ma mette al centro la capacità di generare liquidità e il potenziale complessivo di creazione di valore.
Il modello di Ubs si basa su due metriche considerate chiave. La prima è il rapporto Holt Price/Book, che viene calcolato sommando il valore di mercato del debito e del capitale proprio (incluso il valore delle partecipazioni di minoranza). Il risultato viene diviso per la somma degli attivi netti, rettificati per l’inflazione, e degli investimenti al valore di mercato. Molti titoli europei delle tlc scambiano a un multiplo Price/Book inferiore a 1 volta, molto spesso al di sotto della mediana decennale che oscilla tra 1 e 2 volte.
Un multiplo inferiore a 1 indica che un gruppo non è atteso generare un rendimento superiore al proprio costo del capitale nel tempo oppure che gli utili sono stimati in contrazione. A contribuire a rendere basso il multiplo sono stati anche i picchi di capex (investimenti di capitale) per la diffusione della fibra registrati nell’ultimo decennio, che nel breve-medio termine andranno però a calare e che, insieme alla previsione di ricavi in leggero rialzo, apre alla prospettiva di un rialzo del multiplo.
Il secondo parametro è l’Holt Fixed Charge Coverage. Il dato viene calcolato dividendo il flusso di cassa lordo, rettificato per l’inflazione, per le spese fisse. Se il rapporto è superiore a 1, il gruppo avrà la capacità di coprire gli impegni finanziari con il flusso di cassa generato internamente. Un valore inferiore a 1, invece, può indicare nel lungo periodo l’insostenibilità della situazione e la possibile necessità di interventi di ristrutturazione.
Ubs approfondisce l’analisi su alcuni dei titoli europei delle telecomunicazioni. Gli analisti dell’istituto svizzero spiegano che «sia Tele2 che Freenet stanno scambiando a multipli di quasi una volta superiori rispetto alla loro media storica» per quanto riguarda rapporto Holt Price/Book. Il rialzo di Freenet «riflette una maggiore visibilità sul business mobile dopo la stipula di contratti a lungo termine con tutti gli operatori di rete mobile, mentre i risultati più recenti di Tele2 sono stati contrastanti», sottolinea Ubs.
Al contrario 1&1 e United Internet scambiano a un multiplo di almeno una volta inferiore alla loro media storica, riflettendo «l’incertezza» legata agli investimenti necessari per la costruzione della rete.
Inoltre Ubs mette in risalto «alcune anomalie» come «il premio relativo di Inwit rispetto a Cellnex» – con la prima che ha un multiplo di quasi 5 volte, mentre la seconda poco sopra 2 volte – e il premio di Tele2 rispetto a Telenor e Telia che «appare eccessivo».
I titoli preferiti da Ubs nel settore, quindi, sono Telenor, Deutsche Telekom, Orange e Sunrise mentre nella lista dei «meno preferiti» ci sono Bt Group, Tele2 e Inwit. (riproduzione riservata)