Stabilità politica, rendimenti competitivi e la possibilità di un upgrade del rating sovrano nel 2025 fanno oggi del Btp un’opzione sempre più interessante nel mercato obbligazionario europeo. Un’opinione diffusa anche tra investitori geograficamente lontani dall’Italia come quelli giapponesi che sempre di più stanno guardano con interesse al debito pubblico tricolore.
Ne è convinto Amedeo Scippacercola, executive director e responsabile del team di trading di Mizuho a Londra. Con oltre dieci anni di esperienza nel settore, Scippacercola ha acquisito un’esposizione unica a una vasta base di investitori globali, specializzandosi in titoli obbligazionari europei.
Domanda. Scippacercola, con l’avvio dei tagli Bce, ha ancora senso investire in bond governativi dell’eurozona visti i rendimenti in rialzo?
Risposta. I rendimenti delle obbligazioni a breve termine europee sono fortemente influenzati dai tassi di riferimento della Bce. L’Eurozona affronta sfide strutturali e cicliche che peseranno sulla crescita economica, favorendo la disinflazione. Mi aspetto un intervento fiscale più aggressivo rispetto alle attese di mercato, con la Bce che probabilmente ridurrà il tasso di riferimento di 25 punti base entro dicembre, per portarlo all’1,75% entro giugno 2025. In questo scenario, è improbabile un aumento dei rendimenti a breve termine. Per i titoli di Stato decennali, il tema centrale per il 2025 sarà la divergenza inflazionistica tra l’Eurozona e gli Stati Uniti, spingendo i gestori obbligazionari globali a incrementare l’esposizione verso l’Eurozona, dove la crescita economica è prevista più debole rispetto agli Usa.
D. Quali emittenti e scadenze privilegiare oggi e perché?
R. La scelta degli emittenti dipende dai fondamentali. L’economia italiana beneficia di un’inflazione contenuta e di tassi di disoccupazione bassi, fattori che dovrebbero continuare a sostenere la crescita. Al contrario, in Spagna le recenti alluvioni minacciano la crescita, mentre in Germania si sta attraversando un ciclo negativo. In Francia, l’instabilità politica continuerà a essere un ostacolo almeno fino alla metà del prossimo anno. Per la prima volta, l’Italia si distingue per la sua stabilità politica, grazie alla maggioranza assoluta in parlamento. Inoltre, i bond italiani sono particolarmente apprezzati per la liquidità e uno spread bid-offer ridotto anche rispetto a Francia e Germania. Nel ciclo di riduzione dei tassi, stiamo assistendo al fenomeno del beta-tightening, dove i Paesi semi-core e periferici performano meglio rispetto ai Paesi core quando i rendimenti scendono, specie nella parte breve della curva. I titoli a 5 anni e 7 anni italiani offrono il miglior profilo di carry e roll down, con un rendimento vicino al 3%, rispetto al 2,65% di Francia e Spagna e al 2,14% della Germania.
D. Come si colloca il Btp italiano nello scenario attuale e rispetto agli altri titoli dell’Eurozona? E quali scadenze preferire oggi?
R. L’Italia è l’unico Paese dell’Eurozona che potrebbe beneficiare di un upgrade del rating nel 2025, grazie anche ai fondi Ngeu, mentre la Francia è a rischio downgrade. Per la prima volta, i gestori francesi tendono a ridurre l’esposizione al rischio francese, preferendo il rischio spagnolo e quello italiano. Un esempio di questa tendenza è che i titoli a 3 e 6 mesi della Francia offrono rendimenti superiori a quelli italiani, segnalando un cambiamento nelle preferenze degli investitori. Infine, gli investitori retail italiani resteranno protagonisti in Eurozona fornendo un ulteriore supporto all’assorbimento di offerta obbligazionaria italiana.
D. Quali sono i rischi principali?
R. Una eccessiva politica aggressiva di Trump al potere potrebbe influire negativamente sul sentiment globale, aumentando il rischio di una guerra commerciale, ma considero questo scenario un tail risk. Un altro rischio è l’eccessiva offerta di obbligazioni governative, che potrebbe ridurre la domanda. In questo contesto, le debolezze politiche della Francia e i livelli cari dei titoli di stato spagnoli potrebbero favorire il tertium datum rappresentato dai Btp italiani, più attraenti per gli investitori.
D. Come si collocano i bond dell’Eurozona e i btp nel portafoglio odierno dalla prospettiva di un investitore giapponese?
R. Gli investitori giapponesi applicano una copertura FX quando acquistano titoli di stato a lungo termine. Nonostante i rendimenti interessanti dei titoli di stato giapponesi e americani, un deprezzamento dell’euro rispetto allo yen potrebbe rendere i titoli di stato europei a livelli relativamente più attraenti. Le condizioni macroeconomiche favoriranno una riallocazione degli investimenti dai bond Usa a quelli europei, aumentando la domanda per i titoli di stato dell’Eurozona. (riproduzione riservata)