Chiusura negativa per l'azionario milanese, con il Ftse Mib che segna -0,59% a 42196 punti, in linea con i principali listini europei. Il sentiment è sempre condizionato dall'incertezza politica in Francia e dalle tensioni commerciali globali. Sul fronte dei dati macroeconomici, dagli Usa arrivano le spese personali per i consumi che sono cresciute dello 0,5% su base mensile a luglio, in linea al consenso degli economisti. L'indice di fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan, invece, è stato leggermente rivisto al ribasso, passando da 58,6 nella stima preliminare a 58,2 ad agosto.
A piazza Affari, seduta negativa per Tim, che riduce le perdite rispetto alla vigilia dopo lo stop alle discussioni per una fusione con Iliad ma registra comunque un calo dell'1,06%. Gli analisti di Oddo BHF hanno ridotto il giudizio sul titolo a neutral, Barclays ha mantenuto la raccomandazione overweight, mentre B.Akros ha abbassato il target price da 0,50 a 0,48 euro, pur confermando il rating buy.
Settore bancario ancora sotto pressione, con la tassa sui buyback, ipotesi al vaglio del governo in vista della manovra finanziaria. Le vendite maggiori si sono registrate su B.Mps (-1,47%), Intesa Sanpaolo (-0,63%) e B.P.Sondrio (-0,56%). Quanto a Unicredit (-0,18%), l'istituto bancario ha sottoscritto ulteriori strumenti finanziari relativi a una partecipazione in Alpha Bank per circa il 5%, aumentando così la sua posizione aggregata e raggiungendo una quota complessiva di circa il 26%. (riproduzione riservata)