Seduta sopra le righe per il settore tecnologico europeo (+1,25% lo Stoxx). La carica arriva dalla statunitense Broadcom, meno dalla vicina di casa Texas Instruments. L’amministratore delegato del colosso texano, Haviv Ilan, il 4 settembre ha parlato alla Citi 2025 Global Tmt Conference. Dal suo discorso sono emersi alcuni spunti interessanti.
In primo luogo, il ceo di Texas Instruments ha sottolineato che la ripresa è in corso in tutti i mercati finali, ad eccezione dell’automotive, sebbene a un ritmo più lento rispetto a quanto precedentemente previsto. L’automotive è stato l’ultimo mercato ad avviare uno smaltimento delle scorte, il che spiega perché stia rimanendo indietro in termini di ripresa rispetto ad altri settori industriali.
Quanto alla politica cinese «local-for-local» sui chip difficilmente avrà un impatto sui prodotti di fascia alta, poiché i clienti cinesi continueranno a cercare i migliori prodotti dalle aziende occidentali. Gli investimenti (capex) della società sono previsti tra 2 e 5 miliardi di dollari per l’esercizio 2026, ma più probabilmente nella fascia bassa (2-3 miliardi).
Mentre i risultati del terzo trimestre del 2025 di Broadcom sono stati positivi, superando le attese degli analisti. I ricavi trimestrali si sono attestati a 15,9 miliardi di dollari contro un consenso di 15,8 miliardi, con i ricavi derivanti dai semiconduttori in crescita addirittura del 63% su base annua a 5,2 miliardi. L’utile per azione rettificato (eps) è stato di 1,69 dollari contro una stima del consenso di 1,66 dollari. P
Per il quarto trimestre l’azienda con sede a San Jose in California ha indicato ricavi a 17,4 miliardi contro le stime del consenso di 17,1 miliardi, con i ricavi dai semiconduttori previsti a 10,7 miliardi, in crescita del 30% su base annua, inclusi 6,2 miliardi dai chip per l’AI (+66% su base annua).
Durante la conference call, il management di Broadcom ha ribadito il suo outlook positivo sull’intelligenza artificiale, prevedendo per l’esercizio 2026 una crescita dell’AI superiore alla precedente proiezione del 50-60%. I ricavi AI stanno crescendo grazie a tre clienti più un nuovo quarto cliente che ha effettuato ordini per oltre 10 miliardi di dollari.
Secondo le ultime indiscrezioni del Financial Times, questo nuovo cliente sarebbe il produttore di ChatGpt, OpenAI, al lavoro con Broadcom per sviluppare i propri chip AI personalizzati. Il ceo, Hock Tan, che ha anche rassicurato gli investitori sul fatto che rimarrà in carica per altri cinque anni, ha annunciato che la nuova partnership aumenterà in modo rilevante i ricavi dell'AI, anche se non ha voluto fare il nome del cliente.
Al contrario, la domanda di semiconduttori non-AI continua a mostrare una ripresa lenta. Il management ha previsto un’inversione a U che potrebbe iniziare nella seconda metà del 2026. A detta degli analisti di Banca Akros le previsioni di Texas Instruments e Broadcom su una ripresa più lenta del previsto nel mercato dei semiconduttori analogici confermano quanto dichiarato il 3 settembre dal ceo di On Semiconductor, il quale non ha previsto un pieno recupero quest’anno, ma piuttosto una stabilizzazione del mercato.
«Nel settore dei semiconduttori copriamo Stm con un rating neutral e un target price a 24,5 euro. Riteniamo le notizie arrivate da Texas Instruments e Broadcom rilevanti dato che il gruppo italo-francese è uno dei principali attori nel segmento analogico», precisano gli analisti di Banca Akros, giudicando, invece, incoraggiante l’outlook positivo di Broadcom sul mercato AI per Technoprobe (buy e target price a 8,5 euro), attiva nel segmento dell’advanced packaging, «per cui stimiamo che Tsmc, principale produttore di chip AI, sia uno dei principali clienti».
A Piazza Affari il titolo Technoprobe spunta un +2,67% a 6,725 euro e Stm un +4,78% a 23,02 euro, complice Exane Bnp Paribas che ha alzato il rating sull’azione da neutral a outperform (target price a 31 euro), sottolineando che il rapporto rischio-rendimento «sembra di nuovo più interessante» dopo il recente calo per le preoccupazioni per un’effettiva ripresa del mercato dei semiconduttori. Il lancio imminente dell'iPhone 17 di Apple, martedì 9 settembre, rappresenta un potenziale fattore catalizzatore per Stm, in un momento in cui i livelli delle scorte dei chip si stanno normalizzando. (riproduzione riservata)