La visita privata al Papa, il rapporto con John Elkann, la passione per le città d'arte. Elon Musk sembra avere un legame speciale con l'Italia che d'altra parte è un mercato in forte crescita per la sua Tesla. Stando al bilancio appena depositato, l'anno scorso la controllata italiana della casa elettrica ha incrementato del 57% il fatturato nel Paese, oltrepassando i 344 milioni di euro. Merito anzitutto dell'aumento delle consegne, salite del 58% nel 2021 a 6.034 unità. La Model 3, prezzo minimo di 57 mila euro, è stata responsabile per oltre l'80% delle immatricolazioni. Model S e X hanno dato un contributo minimo (6 e 26 unità), mentre il suv Model Y ha sfiorato le 1.000 unità. Al successo di Musk in Italia ha contribuito anche il governo con lo stanziamento di incentivi per l'acquisto di vetture a batteria che hanno fruttato a Tesla crediti d'imposta per circa 36 milioni nel 2021 e che dovrebbero continuare a sostenerne la crescita nei prossimi anni.
La vendita di auto resta l'attività caratteristica della casa texana che però vi affianca servizi ancillari dal giro d'affari sempre più significativo. Nel 2021, in particolare, i ricavi dai prodotti energetici sono cresciuti del 162% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 36,2 milioni di euro. Ciononostante, l'utile di Tesla Italy si è fermato a 3,8 milioni, in crescita del 50% ma modesto se paragonato ai 5,5 miliardi di dollari di profitti generati a livello globale dal costruttore. Sul dato ha inciso l'impennata dei costi, passati a 339 da 215,5 milioni a causa principalmente dell'incremento di due terzi delle spese per «materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci». Non è chiaro a quale titolo questi costi siano imputati alla controllata italiana dal momento che, come noto, il gruppo americano non ha fabbriche nel Paese. Gran parte delle vetture Tesla vendute in Italia sono infatti importate dalla Cina, centro della produzione per i mercati internazionali.
Secondo una recente analisi di Merics, l'anno scorso il costruttore ha venduto in Europa circa 120 mila vetture assemblate nella gigafactory di Shanghai, dove però negli ultimi tempi le attività sono state più volte sospese a causa della severa politica zero-Covid adottata da Pechino. Con conseguenze anche sull'Italia. Per il 2022 il management di Tesla Italy ha previsto «un ulteriore incremento del volume di vendita, quale conseguenza sia dell'introduzione del Model Y, avvenuta a partire dal terzo trimestre del 2021, sia della possibilità di garantire prezzi sempre più accessibili alla clientela con particolare riferimento al Model 3». I blocchi produttivi in Cina e gli intoppi nella filiera stanno creando seri problemi a Tesla sul mercato europeo. Per la prima volta da anni, così, nei primi sei mesi del 2022 le immatricolazioni della casa in Italia sono diminuite, registrando un calo del 19% sul 2021 a 2.551 unità. (riproduzione riservata)