Tesla apre il 2026 con numeri ancora una volta inferiori alle aspettative del mercato. Nel primo trimestre la società delle auto elettriche guidata da Elon Musk ha prodotto oltre 408 mila veicoli e consegnato 358.023 unità, mancando le stime degli analisti che indicavano circa 369 mila consegne.
La quasi totalità dei volumi è arrivata dai modelli di massa Model 3 e Model Y, con 394.611 auto prodotte e 341.893 consegnate, mentre gli altri modelli, tra cui Cybertruck e Model S/X, hanno contribuito per poco più di 16 mila unità consegnate. A questi numeri si aggiunge la divisione energetica, con 8,8 GWh di sistemi di storage distribuiti nel trimestre.
Il dato sulle consegne segna un calo del 14,4% rispetto al quarto trimestre 2025 ma è in crescita del 6,3% su base annua. Il mercato guarda però con crescente attenzione al rallentamento della domanda, evidenziato anche dalla reazione negativa a Wall Street del titolo in premarket (-3,5%).
A pesare è stato soprattutto il venir meno degli incentivi federali statunitensi da 7.500 dollari per l’acquisto di veicoli elettrici, scaduti a fine settembre. La fine del sussidio ha ridotto l’attrattività dei modelli Tesla negli Stati Uniti, proprio mentre la concorrenza si intensifica. Sul fronte competitivo, invece, il gruppo americano continua a subire la pressione dei costruttori tradizionali e dei player cinesi, in primis Byd, che nel 2025 ha superato Tesla diventando il primo produttore mondiale di veicoli elettrici a batteria.
Nonostante ciò, segnali positivi arrivano dalla Cina, dove le vendite dei modelli prodotti localmente sono cresciute del 23,5% su base annua nel trimestre, e da alcuni mercati europei come la Francia, dove la quota di mercato è in recupero. Lo scenario resta però complesso: per la prima volta nella sua storia, Tesla ha registrato due anni consecutivi di calo delle consegne annuali e diversi analisti prevedono un possibile terzo anno negativo nel 2026. La società di Musk ha comunicato che pubblicherà i risultati finanziari completi del primo trimestre il 22 aprile, quando il management fornirà anche indicazioni sull’outlook per il resto dell’anno. (riproduzione riservata)