Tesla ha annunciato che la sua app dedicata al servizio Robotaxi è ora accessibile a tutti gli utenti, aprendo di fatto al grande pubblico il progetto di mobilità autonoma su cui Elon Musk punta sempre di più.
L’annuncio è arrivato nella tarda serata di mercoledì tramite l’account ufficiale Tesla Robotaxi su X (ex Twitter), che ha comunicato la possibilità per chiunque di scaricare l’applicazione dall’Apple Store ed entrare in lista d’attesa. Finora, l’accesso era stato limitato a investitori e influencer selezionati.
La mossa è in linea con le previsioni dello stesso Musk, che lo scorso luglio aveva indicato settembre come data chiave per l’apertura al pubblico della piattaforma. Il debutto del servizio era avvenuto a giugno ad Austin (Texas), con una flotta di 10-20 Model Y, per poi estendersi nella Bay Area con una versione di ride-hailing tradizionale (non ancora autonoma).
Oltre alle condizioni d’uso, Tesla ha introdotto un «Good Conduct Policy», che invita i passeggeri a «comportarsi come se la mamma stesse guardando» e a mantenere i veicoli puliti. È consentito viaggiare da soli solo dai 18 anni in su, mentre i minori di 13 anni non potranno utilizzare il servizio.
Austin si conferma un laboratorio per la mobilità autonoma: Tesla è la seconda azienda a offrire un servizio di robotaxi nella città texana, dopo Waymo (che opera anche attraverso Uber). Nella stessa area stanno testando veicoli anche Volkswagen Admt, Avride e Zoox.
Durante la conference call con gli investitori di luglio, Musk aveva citato Arizona, Florida e Nevada come prossimi mercati in fase di studio. Tesla ha già avviato l’iter per i permessi in Arizona e contatti preliminari con le autorità del Nevada. L’espansione, tuttavia, dovrà fare i conti con normative diverse da Stato a Stato e con le autorizzazioni federali necessarie per il lancio del futuro Cybercab, un veicolo senza volante né pedali.
Il percorso verso l’autonomia totale non è privo di ostacoli. La National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa) ha aperto un’indagine dopo che alcuni video diffusi dagli utenti hanno mostrato robotaxi Tesla a velocità elevate e in violazione delle norme stradali già nei primi giorni di attività ad Austin. Per ora le vetture operano con un supervisore a bordo, dotato di comandi per fermare il mezzo in caso di emergenza. Nelle ultime settimane Tesla ha iniziato a testare tratti autostradali, aumentando però le misure di sicurezza con il monitor spostato al posto di guida.
In California, invece, la società utilizza una versione assistita del suo software Full Self Driving per il servizio di ride-hailing, ma dovrà ottenere i permessi dal Dipartimento dei veicoli a motore e dalla Public Utilities Commission per poter avviare una vera flotta autonoma. (riproduzione riservata)