L'azionario milanese chiude in rialzo la prima seduta di
una settimana cruciale, caratterizzata dall'appuntamento con la Bce di
giovedì e dal passaggio in Parlamento di mercoledì del presidente del
Consiglio, Mario Draghi.
Il Ftse Mib ha segnato un +1,13% a 21.169 punti, proseguendo nel
rimbalzo di venerdì scorso e beneficiando dell'intonazione positiva di
Wall Street (+0,6% il Dow Jones al momento), dove l'attenzione degli
operatori è catalizzata dai conti trimestrali migliori delle attese di
Goldman Sachs.
Sul fronte dei dati macro Usa, l'indice Nahb sull'andamento del mercato
immobiliare statunitense nel mese di luglio si è attestato a 55 punti, in
calo rispetto al dato di giugno a quota 67 punti. La lettura, sui minimi
da maggio 2020, ha deluso il consenso degli economisti sentiti dal Wall
Street Journal, che si aspettavano un leggero calo a 66 punti.
In contrazione lo spread sul decennale Btp/Bund (a 207 punti base), con
gli operatori che, pur tra mille cautele, puntano su una permanenza di
Draghi a palazzo Chigi. Occhi puntati poi su possibili novitá sullo
strumento anti frammentazione della Bce in occasione della riunione della
banca centrale di giovedì.
Di riflesso bene i bancari di piazza Affari: Unicredit +1,66%, Intesa
Sanpaolo +2,57%, Bper +1,31%, Banco Bpm +3,15%.
Tra gli industriali, Stellantis, che ha annunciato che procederá con
una ordinata cessazione della joint venture con Gac in Cina, ha messo a
segno un +2,49%, mentre Prysmian, che si è aggiudicata due commesse del
valore di circa 250 mln euro per lo sviluppo di due progetti in Spagna, è
salita dell'1,76%. Al contrario, ancora vendite su Saipem (-7,07%).