Tender e super yacht navigano in scia
Non chiamateli tender: le barche d’appoggio ai super yacht ormai sono vere estensioni delle mother ship, se non riproduzioni in scala...
Un tempo, quando si parlava di tender, il pensiero andava a delle barche utility, piccoli natanti ausiliari, per lo più gommoni, necessari per lo sbarco dell’equipaggio o per trasportare la cambusa da terra alla barca.
Oggi, che gli yacht sono diventati superyacht, il concetto di questi mezzi di servizio si amplia, si trasforma, e il tender diventa così un’estensione della mother ship, in grado di evocarne il lusso, il comfort, il dettaglio personalizzato, interpretando la passione dei propri armatori: se amano la velocità sono delle fast boat, se sono appassionati di pesca d’altura dei fisherman.
Capita anche, e più spesso di quello che si possa pensare, che la scelta della barca di servizio ricada su scafi talmente grandi da non poter essere fisicamente accolti nei garage dello yacht.
In quel caso, il tender diventa una shadow boat, un’unità che segue come un’ombra la nave madre quando si sposta in crociera, sempre disponibile per scorribande da un’isola a un’altra, sempre pronta per essere utilizzata come barca per la gita giornaliera o come weekender se è dotata di cabine, o, semplicemente, per andare a fare il bagno.

Capita anche, e più spesso di quello che si possa pensare, che la scelta della barca di servizio ricada su scafi talmente grandi da non poter essere fisicamente accolti nei garage dello yacht.
In quel caso, il tender diventa una shadow boat, un’unità che segue come un’ombra la nave madre quando si sposta in crociera, sempre disponibile per scorribande da un’isola a un’altra, sempre pronta per essere utilizzata come barca per la gita giornaliera o come weekender se è dotata di cabine, o, semplicemente, per andare a fare il bagno.

Riva Iseo per J’Ade CRN
Per capire di che cos’è capace un cantiere per accontentare i desideri di un armatore, basta guardare J’Ade, megayacht di 60 metri varato nel 2013 da CRN, del gruppo Ferretti, che ha portato con sé l’innovazione, su unità di questa taglia, del garage allagabile per accogliere il proprio tender: non c’è bisogno di gru per le operazioni di varo e alaggio.
Semplice a dirsi, tutt’altro, invece, a farlo. È un plus che si potrebbe paragonare alle complicazioni meccaniche che rendono unici certi orologi alzandone il costo. Il gusto di poter entrare nella pancia della propria nave dall’acqua, stando al timone del proprio runabout Riva Iseo, di 9 metri di lunghezza, evidentemente, però, non ha prezzo.

Il valore della soluzione sta poi nel fatto che il tender va a collocarsi in una zona lounge polivalente, in continuità col beach-club, creando un unico «tender bay open air», un caratteristico e godibilissimo ambiente per l’armatore e i suoi ospiti a contatto col mare.
Tecnohull 40 per Baglietto DOM133
Scelta differente, invece, per l’armatore di Lee, il quarto esemplare di Baglietto DOM133, consegnato nel 2023, disegnato da Stefano Vafiadis, il cui nome trae origine dal latino Domus, proprio per sottolineare che è stato concepito per emulare tutta la godibilità della propria casa.

Un feeling domestico che il proprietario può vivere ovunque desideri, cambiando continuamente scenario anche da un oceano all’altro, visto che l’autonomia del 40 metri è di oltre 4mila miglia nautiche.
Nonostante sia uno yacht dai grandi volumi, la sua stazza di 398 GT è, infatti, superiore rispetto a quella di unità di pari dimensioni, è stato impossibile creare al suo interno un garage in grado di accogliere il Tecnohull 40, scelto dall’armatore come barca di servizio: un versatile e velocissimo RIB customizzato come la nave madre al gusto e alle necessità del proprietario, lungo 12,1 metri e destinato a seguire Lee ovunque si sposti.

Ribeye per MY Virtuosity Sanlorenzo
MY Virtuosity è, invece, una nave di 57 metri ed è la quinta unità varata della linea 57Steel che il cantiere Sanlorenzo propone ai propri clienti. Presentata al Monaco Yacht Show 2023, il progetto degli esterni è dello studio Zuccon International Project, quello degli interni e dell’allestimento ha, invece, il tocco di Lissoni: due firme che fanno di questo gigante da 1.050 GT di stazza, un vero esempio di yacht design contemporaneo affinato per calzare a pennello rispetto ai desiderata dell’armatore.
Da prua a poppa, sia all’interno sia all’esterno, Virtuosity è un susseguirsi di aree godibili per i propri ospiti: incredibile il beach club da 110 mq che include una zona Spa con tanto di hammam, sauna e diverse attrezzature da palestra.

Per il divertimento in mare, non mancano Seabob, wakeboard, kayak, attrezzatura da pesca, giochi da spiaggia, biciclette... Mentre come mezzo di servizio è stato scelto un Ribeye Tender lungo 7,2 metri, in grado di trasportare fino a 12 persone e di raggiungere i 43 nodi di velocità.
tender custom per M/Y Soundwave Benetti
Veramente esclusiva la scelta dell’armatore del M/Y Soundwave, 63 metri della linea custom di Benetti, varato nel 2015, conosciuto con il nome di 11.11. In questo caso, il cantiere ha realizzato la versione in miniatura del superyacht, progettando, su richiesta, un tender (il primo firmato Benetti) limousine coperto di 8 metri per evitare che gli ospiti potessero essere in disordine causa vento.
Stesse linee spigolose e bianco artico che non lasciano dubbi sull’accoppiata tender-yacht. La limousine del mare trova spazio nel garage della barca, accanto a moto d’acqua seadoos, seabob, scivoli gonfiabili, una parete da arrampicata free klimbing...
Anche nel caso della costruzione FB265 uscita dal cantiere di Livorno, che fa capo al gruppo Azimut/Benetti, si tratta di uno yacht che è in grado di emulare il comfort di una lussuosa villa, costruita per dare benessere ai propri ospiti, non solo negli spazi, ma anche nella dotazione di cui la nave dispone.
A bordo, infatti, ci si può rilassare con un bicchiere di Champagne nella vasca idromassaggio, nuotare in piscina e utilizzare tutti i toy. Costruito con scafo in acciaio, spinto da 2 x Caterpillar che gli consentono una velocità di crociera di 14 nodi e una velocità massima di 17 nodi, può traversare gli oceani.
(Riproduzione riservata)
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