Nuovo buyback per Tenaris. Concluso a marzo 2025 il riacquisto di azioni proprie per 700 milioni di dollari, il produttore di tubi per l’industria energetica ha annunciato che il cda ha approvato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie fino a 1,2 miliardi di dollari, pari al cambio attuale a 1,06 milioni di euro. Un buyback che rappresenta 74 milioni di azioni, ovvero il 6,9% di quelle in circolazione di Tenaris, da eseguire entro un anno, con l’intenzione poi di annullarle. Il programma di riacquisto sarà attuato in base all’autorizzazione concessa dall’assemblea degli azionisti dello scorso 6 maggio fino a un massimo del 10% delle azioni. Il lancio è previsto per il mese di giugno.
«La decisione e l’opportunità di avviare il programma di riacquisto sono determinate dalla significativa generazione di flussi di cassa e dalla solida posizione finanziaria della società», si legge nel comunicato. Nel primo trimestre del 2025 la cassa netta era pari a 4 miliardi di dollari (oltre il 20% della capitalizzazione di mercato) a fronte di un capex per 174 milioni. Per il secondo trimestre del 2025 Tenaris si aspetta un leggero aumento delle vendite grazie a un recupero dei prezzi medi, con volumi stabili ed ebitda margin in linea con quello del primo trimestre (23,8% dal 23,2% del quarto trimestre del 2024). Tuttavia, nelle ultime settimane le prospettive per la domanda e i prezzi del petrolio sono peggiorate a causa del rallentamento atteso della crescita economica globale e dell’annuncio dell’Opec+ di un aumento della produzione (il 31 maggio la prossima riunione, probabilmente definirà la produzione di luglio con un aumento di 411.000 barili al giorno, hanno riferito il 27 maggio alcune fonti a Reuters). Nel breve termine, le aziende del settore potrebbero rivedere i propri investimenti, pur mantenendo i progetti principali nel medio-lungo periodo. Sui margini, sarà difficile restare al 25% se il petrolio scende sotto i 60 dollari al barile, l’obiettivo è mantenerli tra il 20%-25%. Il portafoglio ordini (backlog) è solido, soprattutto offshore, e Tenaris ha previsto nuove opportunità.
Nonostante il peggioramento delle prospettive al momento non si osservano segnali concreti di rallentamento dell’attività. Tenaris si conferma ben posizionata, in particolare negli Stati Uniti, che restano l’area più vulnerabile ma dove la concentrazione sui principali produttori oil & gas dovrebbe limitare l’impatto del calo dell’attività. Negli Usa i prezzi di riferimento per i prodotti Octg continuano a salire (+1,4% anche ad aprile, +10% da inizio anno) sostenuti dall’estensione dei dazi su tutte le importazioni di acciaio. Questi aumenti dovrebbero compensare in buona parte l’impatto dei dazi e dei maggiori costi di acquisto di acciaio. Il modello industriale flessibile e globale di Tenaris le consente di adattarsi rapidamente ai cambiamenti di mercato. «La leadership nei progetti offshore, con un backlog solido e prodotti tecnologicamente avanzati, unita al modello rig-direct con accordi di lungo termine e a un portafoglio clienti di major oil companies, garantisce stabilità e resilienza», ha sottolineato di recente Equita, ribadendo buy sul titolo (-18,6% negli ultimi tre mesi) con un target price a 18,80 euro. (riproduzione riservata)