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Secondo il portale Parkopedia, nel momento in cui scrivo ci sono 90.021.813 parcheggi liberi sul pianeta, o almeno nelle 20mila città dei 90 paesi monitorati dalla piattaforma. Considerato che, secondo la dogmatica stima della società di ricerca Hedges & Company, ci sono 1,47 miliardi di veicoli che scorrazzano sulla superficie terrestre, si capisce perché questa sproporzione sia all’origine di uno dei disagi che più avvelena la vita quotidiana dell’automobilista. Specie nelle grandi città ma, in queste settimane, anche nelle località costiere, nei borghi dell’entroterra, nei centri commerciali durante il weekend, fuori da stadi
e palazzetti in occasione di partite e concerti...
Il cruccio non è solo quello personale di chi si trova al volante ma, in dosi ben maggiori, anche delle amministrazioni comunali, tanto che qualche settimana fa molti degli attori coinvolti si sono radunati alla Stazione Leopolda di Firenze per i PDays organizzati da AIPark, l’associazione italiana che raduna gli operatori della sosta e della mobilità. Tema del giorno: i servizi innovativi e le nuove soluzioni offerte dalla digitalizzazione per valorizzare il servizio della sosta e rendere le città più vivibili e sostenibili. «Ogni comune vive il parcheggio delle auto come l’elemento cardine di uno scenario nel quale devono integrarsi le esigenze di mobilità dei cittadini con quelli dello sviluppo urbano, della sostenibilità, dell’espressione sociale dei quartieri», commenta Silvana Filipponi, general manager Italia di EasyPark, che all’evento di Firenze ha portato l’esperienza di un gruppo che opera in oltre 4mila città in più di 20 Paesi e che in Italia è attivo in 800 comuni. «Il digitale sta aiutando molto questa gestione perché consente di mettere a disposizione delle amministrazioni una suite di strumenti e dashboard di dati che consentono di capire quali sono le fasce orarie critiche, le zone che si animano di più in un periodo dell’anno o in un altro, e di attivare meccanismi di risposta e di controllo». Al di là del tema per le amministrazioni, il digitale però offre soluzioni preziose ai singoli automobilisti. A cominciare dal primo ostacolo all’ordine del giorno: individuare un posto libero.
L’arsenale di app utili da avere a disposizione sullo smartphone per trovare rapidamente parcheggio deve contenerne almeno una, se non tutte, tra queste: Parkopedia, EasyPark, MooneyGo, Telepass, UnipolMove. In forme e modi diversi, ognuna consente, dopo aver reso disponibile la propria posizione e inserito i dati del mezzo sul quale si viaggia, di individuare su una mappa le aree di sosta consentita lungo le strade con anche le tariffe e gli orari, ma anche l’offerta disponibile nei garage privati. Sono tutte disponibili sia per Android che per iOS in forma gratuita ma qualcuna offre funzioni extra a pagamento, come Parkopedia, che nella versione premium (5,99 euro) consente anche di prenotare un posto. Utilizzare queste app ha anche l’indiscutibile vantaggio di non dover più andare alla caccia di monetine per le colonnine o aspettare parcheggiatori fantasma per assolvere al pagamento del dovuto. Ma prima di procedere… bisogna fare manovra.
Molti modelli di tutte le categorie offrono funzioni di parcheggio assistito, se non addirittura autonomo. Nel primo caso, in linea di massima, il software prende il comando dello sterzo mentre il guidatore resta responsabile dei pedali, nel secondo la manovra si compie in modo del tutto automatico. Ma il progresso è già oltre e sulle vetture più recenti si trovano esempi più evoluti dell’integrazione di sensori e telecamere con altre tecnologie. Tra gli aggiornamenti che si stanno diffondendo rapidamente soprattutto tra le elettriche (Tesla docet…) c’è per esempio la funzione di Remote Parking, che consente al conducente, in caso di manovra in spazi particolarmente stretti o di visibilità ridotta, di scendere dall’auto e di perfezionare il posteggio «guidando» l’auto dalla relativa app sullo smartphone. Tra gli ultimi modelli ad averlo annunciato Hyundai Ioniq 5, Kia EV3, e le BMW che integrano il Parking Assistant Professional. La casa di Monaco era stata protagonista sul tema parcheggio già al CES di Las Vegas di inizio anno dove aveva mostrato alcune soluzioni futuristiche. Indossando, per esempio, un paio di occhiali AR durante la guida, i conducenti potevano vedere le indicazioni di navigazione e di parcheggio sovrapposte alla strada e all’ambiente reale, mentre in un’altra area BMW e Valeo mostravano i progressi nel parcheggio valet automatizzato, quello che consentirà a un automobilista di lasciare l’auto in un’area consegna designata all’interno di garage o di una zona posteggio delimitata, e aspettare che sia lei a cercarsi un posto da sola. Questo scenario è già realtà nel garage G6 dell’Aeroporto di Stoccarda, dove ha trovato prima applicazione la tecnologia di Bosch e Apcoa e potrebbe diffondersi nei prossimi anni in tutta Europa grazie alla partnership con Mercedes.
La casa di Stoccarda, appunto, ha già annunciato che il parcheggio autonomo di livello 4 sarà implementato su tutte le Classe S e EQS dotate di Intelligent Park Pilot che già ora è in grado di far entrare e uscire le berline e i suv della casa dagli spazi bianchi o blu in completa autonomia. In attesa di quello che appare come un miraggio, possiamo accontentarci di una funzione più prossima alla diffusione, e compresa per esempio nell’aggiornamento 3.0 dei software Volkswagen per la gamma ID, ovvero quella per la quale l’auto può «memorizzare» una manovra di parcheggio (fino a 50 metri di sviluppo) e ripeterla da sola.
Tra i disagi che stiamo fortunatamente dimenticando ci sono la ricerca di posteggiatori introvabili, la caccia alle monetine e le incomprensioni con colonnine e casse automatiche. Già oggi il 58% delle città che hanno strisce blu, infatti, sono integrate in app che ne consentono il pagamento cashless, che infatti avviene in oltre il 50% dei casi. Tra i plus offerti dalle app più diffuse non c’è solo quello di verificare la tariffa (anche in base alla targa e dunque al mezzo), semplificare i pagamenti e tenere sotto controllo il tempo di sosta, ma anche quello di poter acquistare ticket temporanei per eventi su una singola area. «Nelle prospettive di sviluppo», esemplifica Vincenzo Nubile, marketing manager Italia di EasyPark, «c’è per esempio quella di offrire la possibilità di attivare contemporaneamente due sessioni di sosta, o di poter inserire un veicolo temporaneo registrando, per esempio, il periodo di noleggio». La domanda di soluzioni in questo ambito suggerisce nuove alternative anche laddove fino a poco tempo fa c’erano leadership indiscusse. È il caso del servizio Telepass, che già da tempo si era esteso dal pagamento dei pedaggi alla gestione, in generale, dei servizi di mobilità e che oggi è affiancato da app analoghe come quella ideata da UnipolSai, UnipolMove. Anche in questo caso, dall’app, oltre ai transiti autostradali, è possibile saldare parcheggi convenzionati, soste sulle righe blu, accessi in aree a traffico limitato, ma anche taxi e rifornimenti di carburante. E se ancora tutto questo non è abbastanza smart, il progresso ha già portato i pagamenti InCar, ovvero direttamente nell’infotainment dell’auto. EasyPark, per esempio, è integrata nei sistemi di Mercedes MBUX, Volvo, Renault, Apple Car Play e Android Auto, ma ci sono anche case automobilistiche, come Skoda, che offrono ai clienti un proprio servizio Pay to Park in tutta Europa. In questi casi è la stessa auto che, quando riconosce di essere in sosta su un’area a pagamento, chiede se si vuole avviare la transazione.
La tecnologia viene in soccorso anche degli smemorati che non ricordano dove hanno lasciato l’auto. Ma in questo caso non servono IA o sensori a ultrasuoni, basta Google Maps. Aprite l’app, toccate l’icona del punto blu sulla mappa che indica la posizione attuale, e scorrete tra le indicazioni sotto, troverete anche «Salva come parcheggio». È possibile anche aggiungere foto o dettagli (numero di posto, piano, orario di chiusura…). Per un parcheggio sempre più senza pensieri. © riproduzione riservata