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Leif Lindner, ceo di IFA
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Il futuro si mostrerà a IFA. Ma l’Italia lo conosce già

di Andrea Milanesi
17 luglio 2026, 02:00

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In vista della prossima fiera berlinese di elettronica di consumo (4 – 8 settembre), il ceo Leif Lindner fa il punto sul mercato europeo. L’Italia si distingue per vivacità, un trend culturale prima ancora che commerciale

Nata nel 1924 come fiera della radiofonia, l’IFA di Berlino è oggi la più antica e grande manifestazione mondiale dell’elettronica di consumo, un hub globale di tecnologia e innovazione, l’evento imperdibile, almeno in Europa, per chi voglia capire davvero quale futuro tecnologico ci aspetta. Al timone della prossima edizione, in programma dal 4 all’8 settembre, ci sarà il ceo Leif Lindner, da tre anni alla guida di IFA dopo quindici anni di carriera in marchi leader nel mondo tech.

Un'immagine di IFA 2025
Un'immagine di IFA 2025

Qual è la fotografia del mercato tech globale che vedremo a IFA?

«I dati Niq/Gfk 2025 mostrano una crescita globale in dollari dell’8,9%, ma è un numero fortemente influenzato dal cambio favorevole euro/dollaro. In Europa occidentale la crescita reale si ferma allo 0,2%: di fatto una stagnazione. Il trend dominante è la “razionalizzazione”: i consumatori cercano il massimo rapporto qualità-prezzo, mentre la fedeltà al brand si indebolisce soprattutto tra i giovani, per i quali conta più ciò che un prodotto è in grado di fare concretamente rispetto all’immagine del marchio che lo propone. Si investe nel segmento premium solo se il valore aggiunto è reale e tangibile. Questo genera molta pressione sugli ingegneri, chiamati a portare innovazioni autentiche capaci di motivare l’acquisto».

L’Italia si allinea a questo trend?

«Il vostro Paese sorprende in positivo. Nel 2025 il mercato tech italiano ha chiuso a +0,8% in euro, meglio di quasi tutta l’Europa occidentale. Ma il dato più significativo arriva dal primo trimestre 2026: l’Italia cresce quando la maggior parte dei Paesi europei è in calo. Il comparto dei grandi elettrodomestici, che sommato a quello dei piccoli elettrodomestici vale il 37% del mercato totale, ha segnato un +3%, trainato anche dai sussidi statali per prodotti ad alta efficienza energetica. E poi c’è il boom dei computer: +8% nelle vendite di laptop e desktop. Non è solo il normale ciclo di sostituzione: le persone stanno investendo in dispositivi AI-ready, pronti per l’era dell’intelligenza artificiale. È un importante segnale culturale, non solo commerciale».

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C’è un identikit del consumatore italiano che emerge dai dati demografici?

«Molto specifico. I nuclei familiari composti da single e coppie senza figli cresceranno significativamente nei prossimi vent’anni, mentre le famiglie con bambini si contraggono: la popolazione sta invecchiando... I marketer si concentrano su gen Z e millennials, ma sono le generazioni più mature, gen X e boomers, che insieme rappresentano oltre il 55% della popolazione, a detenere il maggior potere d’acquisto. Se fossi direttore marketing di un’azienda italiana, dedicherei molta più attenzione e sensibilità al target senior. C’è poi un altro elemento culturale affascinante: l’indice di risparmio italiano è 0,5, contro il 12 della Francia e il 16 della Germania. Gli italiani preferiscono spendere in viaggi, prodotti, esperienze e questo li rende i consumatori più vitali d’Europa. Il modello che intendo replicare per IFA è proprio quello del Salone del Mobile di Milano (e del Fuorisalone): durante quella settimana, l’intera città si tinge dei suoi colori. È esattamente quello che voglio per Berlino a settembre».

IFA ha superato i cent’anni di storia: come si mantiene giovane?

«Innovation for all - Innovazione per tutti, è il messaggio al cuore di IFA. Abbiamo voluto cambiare rotta: rinnovato logo, linguaggio, modo di rapportarci con clienti e giornalisti. Il claim è eloquente: “The future is now”, il futuro è adesso. La nostra specificità è essere un evento internazionale B2B e B2C allo stesso tempo: i brand non ottengono solo il feedback dei giornalisti o dei retailer, ma il riscontro diretto dell’utente finale.

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Quali novità per l’edizione 2026?

Oltre alle aree tradizionali, abbiamo previsto un creator hub (con 1.500 influencer e TikTok live in streaming ogni giorno), un beauty hub dedicato alla beauty tech e alla salute digitale, ma anche aree per gaming e outdoor cooking. E poi l’immancabile focus sulla robotica: organizzeremo la Robot runway, sfilata di robot umanoidi, e la RoboCup, torneo in cui gli automi si sfideranno in partite di calcio. (andrea milanesi)
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