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Nata nel 1924 come fiera della radiofonia, l’IFA di Berlino è oggi la più antica e grande manifestazione mondiale dell’elettronica di consumo, un hub globale di tecnologia e innovazione, l’evento imperdibile, almeno in Europa, per chi voglia capire davvero quale futuro tecnologico ci aspetta. Al timone della prossima edizione, in programma dal 4 all’8 settembre, ci sarà il ceo Leif Lindner, da tre anni alla guida di IFA dopo quindici anni di carriera in marchi leader nel mondo tech.

Qual è la fotografia del mercato tech globale che vedremo a IFA?
«I dati Niq/Gfk 2025 mostrano una crescita globale in dollari dell’8,9%, ma è un numero fortemente influenzato dal cambio favorevole euro/dollaro. In Europa occidentale la crescita reale si ferma allo 0,2%: di fatto una stagnazione. Il trend dominante è la “razionalizzazione”: i consumatori cercano il massimo rapporto qualità-prezzo, mentre la fedeltà al brand si indebolisce soprattutto tra i giovani, per i quali conta più ciò che un prodotto è in grado di fare concretamente rispetto all’immagine del marchio che lo propone. Si investe nel segmento premium solo se il valore aggiunto è reale e tangibile. Questo genera molta pressione sugli ingegneri, chiamati a portare innovazioni autentiche capaci di motivare l’acquisto».
L’Italia si allinea a questo trend?
«Il vostro Paese sorprende in positivo. Nel 2025 il mercato tech italiano ha chiuso a +0,8% in euro, meglio di quasi tutta l’Europa occidentale. Ma il dato più significativo arriva dal primo trimestre 2026: l’Italia cresce quando la maggior parte dei Paesi europei è in calo. Il comparto dei grandi elettrodomestici, che sommato a quello dei piccoli elettrodomestici vale il 37% del mercato totale, ha segnato un +3%, trainato anche dai sussidi statali per prodotti ad alta efficienza energetica. E poi c’è il boom dei computer: +8% nelle vendite di laptop e desktop. Non è solo il normale ciclo di sostituzione: le persone stanno investendo in dispositivi AI-ready, pronti per l’era dell’intelligenza artificiale. È un importante segnale culturale, non solo commerciale».

C’è un identikit del consumatore italiano che emerge dai dati demografici?
«Molto specifico. I nuclei familiari composti da single e coppie senza figli cresceranno significativamente nei prossimi vent’anni, mentre le famiglie con bambini si contraggono: la popolazione sta invecchiando... I marketer si concentrano su gen Z e millennials, ma sono le generazioni più mature, gen X e boomers, che insieme rappresentano oltre il 55% della popolazione, a detenere il maggior potere d’acquisto. Se fossi direttore marketing di un’azienda italiana, dedicherei molta più attenzione e sensibilità al target senior. C’è poi un altro elemento culturale affascinante: l’indice di risparmio italiano è 0,5, contro il 12 della Francia e il 16 della Germania. Gli italiani preferiscono spendere in viaggi, prodotti, esperienze e questo li rende i consumatori più vitali d’Europa. Il modello che intendo replicare per IFA è proprio quello del Salone del Mobile di Milano (e del Fuorisalone): durante quella settimana, l’intera città si tinge dei suoi colori. È esattamente quello che voglio per Berlino a settembre».
IFA ha superato i cent’anni di storia: come si mantiene giovane?
«Innovation for all - Innovazione per tutti, è il messaggio al cuore di IFA. Abbiamo voluto cambiare rotta: rinnovato logo, linguaggio, modo di rapportarci con clienti e giornalisti. Il claim è eloquente: “The future is now”, il futuro è adesso. La nostra specificità è essere un evento internazionale B2B e B2C allo stesso tempo: i brand non ottengono solo il feedback dei giornalisti o dei retailer, ma il riscontro diretto dell’utente finale.

Quali novità per l’edizione 2026?
Oltre alle aree tradizionali, abbiamo previsto un creator hub (con 1.500 influencer e TikTok live in streaming ogni giorno), un beauty hub dedicato alla beauty tech e alla salute digitale, ma anche aree per gaming e outdoor cooking. E poi l’immancabile focus sulla robotica: organizzeremo la Robot runway, sfilata di robot umanoidi, e la RoboCup, torneo in cui gli automi si sfideranno in partite di calcio. (andrea milanesi)
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