Technoprobe prende il volo a Piazza Affari (+6,32% a 7,91 euro; massimo intraday a 8,105 euro, livello dell’8 agosto 2024) dopo che Ubs ha avviato la copertura dell’azione con una raccomandazione buy e un target price a 10,4 euro che offre un potenziale ulteriore margine di apprezzamento del 31,4% rispetto alla quotazione attuale.
Ma tutto il settore europeo dei semiconduttori sale dello 0,86% dopo che le autorità cinesi avrebbero ordinato alle aziende domestiche di interrompere gli acquisti di chip Nvidia, inclusi i modelli progettati appositamente per il mercato locale. Parallelamente, Huawei ha annunciato una nuova tecnologia di clustering dei chip, in grado di competere con le soluzioni di Nvidia, mentre Alibaba avrebbe sviluppato un nuovo chip AI paragonabile agli H20 del colosso statunitense e superiore a quelli di Huawei.
Technoprobe è leader nel segmento dei test sui semiconduttori e detiene il 30% circa di quota di mercato nel settore delle probe card, dispositivi ad alta tecnologia che consentono di testare il funzionamento dei chip durante il processo di costruzione. «Riteniamo che l’azienda sia ben posizionata per beneficiare della crescente domanda di test sui chip per l’intelligenza artificiale», si legge nel report di Ubs.
La banca di investimento si aspetta nel 2026 un’accelerazione della domanda di probe card per i chip AI personalizzati degli hyperscaler (società tecnologiche che gestiscono infrastrutture di calcolo e data center con la capacità di espandere rapidamente risorse come potenza di calcolo, memoria e archiviazione in base alla domanda) e un’ulteriore spinta dalla nuova opportunità legata alla memoria ad alta ampiezza di banda (HBM). Con stime di utile per azione per il periodo 2026-2028 (a 0,27 euro per azione, 0,34 e 0,40), superiori dell’11-25% rispetto a quelle del consenso, «ci aspettiamo che il momentum sugli utili di Technoprobe spinga ulteriormente il titolo in borsa», prevede Ubs.
Quindi la sovraperformance del gruppo rispetto al mercato continuerà. «Il core business dell’azienda continuerà a sovraperformare il mercato delle probe card. Diversi chip Asic personalizzati (sono progettati per integrare più circuiti in una singola unità, ndr) degli hyperscaler, la cui uscita è prevista per il 2026, hanno raggiunto un livello di complessità tale da richiedere i prodotti Technoprobe», continua Ubs, stimando che i ricavi dall’AI possano crescere dai 220 milioni attesi nel 2025 a 330 milioni nel 2026, pari al 40-50% dei ricavi del gruppo, trainati da questa accelerazione e dal buon andamento dei test delle Gpu AI. Inoltre, l’azienda dovrebbe beneficiare della ripresa nei mercati automotive e industriale.
Oltre alle probe card per HBM, Technoprobe si sta espandendo nei test dei chip confezionati. Il nuovo modello bottom-up di Ubs stima un mercato indirizzabile di circa 600 milioni di dollari per le probe card HBM entro il 2028, di cui prevede che Technoprobe catturi una quota del 20%, iniziando con una piccola quota nel 2026 e più significativa dal 2027 in poi. «Riteniamo che il mercato stia prezzando un upside limitato da queste oppurtunità importanti», precisa Ubs.
Al contempo, Technoprobe dispone di una posizione di cassa di 660 milioni di euro e di una solida esperienza in operazioni di m&a, avendo acquisito tecnologie chiave che le hanno consentito una maggior integrazione verticale. «Ci aspettiamo che questa strategia prosegua, con un possibile focus sull’integrazione verticale del loro prodotto finale di test. Con la crescita del business, la leva operativa dovrebbe spingere i margini ebitda verso il target del 38-40% entro il 2028, ma un’eventuale acquisizione può rappresentare un freno temporaneo», avverte Ubs.
Il titolo Technoprobe tratta a un multiplo ev/ebitda a 12 mesi di 19 volte, in linea con la media storica, ma leggermente sotto quello dei competitor (20), nonostante una crescita degli utili nel periodo 2025-2028 di oltre il 20% rispetto alla media del 16% e una limitata esposizione alla Cina, fattore critico per molti competitor del settore dei semiconduttori. «C’è spazio per una rivalutazione insieme al momentum positivo sugli utili, con il mercato che guarda già al 2026. Gli aggiornamenti sui risultati del terzo trimestre del 2025 e della guidance 2026 nel quarto trimestre di quest’anno possono rappresentare catalizzatori positivi», conclude Ubs. (riproduzione riservata)