Berenberg alza il target price sul titolo Technogym di ben 1,6 euro per azione e conferma la raccomandazione d’acquisto. Lo ha fatto dopo aver ospitato Technogym al suo seminario di Stoccolma lo scorso 2 settembre, dal quale sono emerse informazioni preziose sui trend principali che stanno plasmando il mercato del fitness e su come il gruppo di Cesena, che produce attrezzi per lo sport e il tempo libero, si sta posizionando per cogliere le notevoli opportunità di crescita.
Il management ha ribadito il suo ottimismo nel garantire una crescita dei ricavi superiore al tasso medio del mercato di riferimento e miglioramenti costanti della redditività. A seguito dell’incontro, Berenberg ha confermato il rating buy, alzando le stime, riducendo quelle sul Wacc (costo medio ponderato del capitale) all’8,4% e aumentando il prezzo obiettivo da 13,60 a 15,20 euro, +6% di upside rispetto alla quotazione attuale in borsa (+0,07% a 14,34 euro in chiusura il 3 settembre; +22,7% negli ultimi tre mesi e +48% in un anno).
Il management ha anche segnalato un andamento incoraggiante del business negli Stati Uniti, dove l’apertura di palestre premium sta innalzando lo standard delle offerte fitness. I clienti hanno mostrato resilienza rispetto ai dazi, con Technogym in grado di trasferire l’impatto del 15% delle tariffe. I club e le palestre negli Staes percepiscono Technogym come un innovatore in grado di garantire qualità su tutte le linee di prodotto. Anche il sentiment dei consumatori è favorevole, con una maggior disponibilità a spendere per salute e benessere proprio mentre Technogym sta rafforzando la propria forza vendita sul territorio.
Anche le soluzioni digitali stanno acquisendo peso: quelle di Technogym rappresentano ora il 21-22% del fatturato dell’azienda, rispetto al 15% di dieci anni fa. L’offerta digitale del gruppo è integrata alle attrezzature da palestra, migliorando l’engagement dei clienti e le vendite in un momento in cui la concorrenza si intensifica, ma continua a favorire Technogym nel segmento premium.
In Cina i concorrenti produttori di attrezzature per il fitness beneficiano del vantaggio del first-mover, ma sono meno rilevanti nel segmento premium, mentre negli Stati Uniti le aziende come LifeFitness e Matrix competono con Technogym su qualità e valore. Il brand forte e le capacità di innovazione dell’azienda italiana creano «fossati difendibili», a detta di Berenberg, con il suo posizionamento premium in hotel, club e studi che la differenzia dai competitor a basso costo.
«Ci aspettiamo, quindi, un ulteriore upside per l'azione man mano che Technogym continuerà a registrare una crescita dei ricavi superiore a quella del mercato, supportata dalla sua esposizione ai trend strutturali del fitness e da una presenza internazionale in aumento», conclude Berenberg che per fine 2025 ha stimato ricavi in aumento a 999,4 milioni di euro dagli 901,3 milioni del 2024, un ebitda anch’esso in crescita a 200 milioni (da 179,3 milioni) e un utile netto di 104,9 milioni dai 97,6 del precedente esercizio (dividendo a 0,33 euro per azione, yield del 2,3%). (riproduzione riservata)